Le ‘Streghe ereditarie’ non leggono Ginzburg

(di Luca Ariesignis Siliprandi)

Per legami familiari ho ricevuto le cosiddette “segnature” per guarire il malocchio, le verruche e lo stomaco pigro (anche Rhea, la nostra Sacerdotessa, ha diverse ‘segnature’). Invece, alla mia compagna, la nonna ha insegnato metodi per predire il futuro lanciando foglie di alloro sul tavolo (o bruciandole). Anni fa, ai piedi delle Ande argentine, a Luján de Cuyo, nella provincia di Mendoza, ho conosciuto una ‘casa’ dove convivevano nonna, madre e figlia praticando quel che io, qui in Italia, definirei stregoneria o magia naturale: con tali doti e competenza da fare impallidire ogni altra persone ch’io abbia mai conosciuto. Eppure, queste guaritrici argentine, la nonna della mia compagna o chi mi ha “donato” le segnature, avrebbero gridato d’orrore al sentirsi chiamate ‘strega’. Lo avrebbero vissuto come una accusa infamante e vigliacca. Perché sì, magari era meglio che il curato di paese non sapesse ma, in fondo, si sono sempre sentite buone cattoliche. In effetti, se penso a queste persone, giravano le statuette o immagini di Santi con il viso al muro per minacciarli, o bruciavano il rametto d’ulivo consacrato chiamando Sant’Espedito… ma certo non si rivolgevano a Dèi. La cosa non stupisce… d’altra parte, così era anche nei tempi addietro come dimostrò C.Ginzburg, storico che su questo argomento per primo fece ricerche approfondite, scrivendone a livello accademico ed arrivando poi a fama mondiale nonostante il provincialismo della nostra penisola. Da Ginzburg in poi, numerosi studi -anche di autori con chiare simpatie ‘pagane’- dovettero ammettere che, ci piaccia o meno, la tesi proposta da Margaret Murray della stregoneria come sopravvivenza di culti precristiani era una terribile scemenza. Tesi smentita già negli anni ’60 eppure tanto amata ed in voga fino ai primi anni ’90 in ambito pagano, nonostante tutto ancora circola. Avere premonizioni, sensitività o la nonna che leggeva i tarocchi, no, non necessariamente significa essere strega… streghe, per quella che è la mia piccola esperienza personale: si diventa, è sentire la magia.

Forse per questo, ancora gira e rigira in rete questa storia del “sono una strega ereditaria” (sul sono “una strega naturale”, ci giocheremo un altro articolo) e, come da copione, è evidente non abbiano mai letto gli studi di Ginzburg, ci mancherebbe: che frega a loro, tanto “ci hanno la nonna che faceva la tisana al sambuco leggendo i tarocchi”, no? Personalmente, non escludo a priori che esistano streghe ereditarie, potrebbe pure essere, ma ahimè, ho purtroppo conosciuto solo tante sedicenti tali, nessuna ha mai resistito alla prova dei fatti. Quali? Ve ne darò un elenco fra poco, ma quel che più mi preme è chiarire adesso quanto sarei felice se trovassimo linee ereditarie di stregoneria, sarebbe una scoperta sensazionale, bellissima, incredibile!!! Si aprirebbero filoni di ricerca e di studio del tutto nuovi, potremmo attingere a materiali a noi sconosciuti, sarebbe davvero emozionante! Però, come dicevo, l’entusiasmo va sempre stemperato con un poco di sano realismo. Chi dice di essere “strega ereditaria”, lo fa per sentirsi speciale (magari in buona fede, ma comunque, auto-mentendosi) o lo è sul serio? Come fare a capirlo? Nell’esperienza pluridecennale mia e di tante altre persone che sono in questo ambiente, riscontriamo sempre gli stessi ‘inghippi’ che, prima ci creano sospetti e poi, nostro malgrado, scoprono vere e proprie mistificazioni (più o meno consapevoli).

Ma andiamo in ordine… Iniziamo con le questioni più strettamente oggettive:

  1. Generalmente, la prima cosa che insospettisce in chi dice di essere strega ereditaria è un tot. d’incompetenza che cozza con l’ereditarietà sostenuta. Ovvero, se sei strega da enne-mila generazioni, sembra strano che tu chieda come si consacra una candela (esagero a titolo esemplificativo, ma vi giuro che capitano anche casi così eclatanti). Nella stessa risma dell’esempio di cui sopra, sta la strana ricorrenza del proporre come segreti di famiglia cose arcinote ed un grassissima ignoranza dal punto di vista esoterico magico. Quest’ultimo aspetto potrebbe anche starci, in effetti, non credo che una strega delle colline parmensi di 100 anni fa -per dire-avesse avuto modo di leggere libri al riguardo (o, più semplicemente, di leggere… l’alfabetizzazione è cosa recente e nemmeno troppo sviluppata a quanto pare). E siamo subito al punto successivo.
  2. Le pratiche ed i riti proposti da queste linee ereditarie, di sovente non reggono l’urto di una analisi filologica… ad esempio, sembra stranissimo trovare in queste elementi prettamente Wicca o tratti dall’esoterismo ‘intellettuale’ della Golden Dawn in una linea di streghe calabresi del ‘700 (anche questo è solo a titolo esemplificativo, giusto per rendere l’idea). Ciò è vero anche per larga parte di quella che si autodefinisce “Stregoneria tradizionale”… molti testi italiani considerati un riferimento al riguardo, hanno fatto (e fanno) queste operazioni con una scioltezza che ha dell’imbarazzante…. ve ne dico uno su tutti, come “Fronde dell’Antico Noce”(testo bellissimo, per carità, ma guai che fosse citata una fonte).
  3. Non posso dire/non posso spiegare/voi non sapete. Ok, ce ne faremo una ragione e, peraltro, essendo la Wicca una religione iniziatica e misterica, non abbiamo particolari difficoltà a comprendere i motivi di alcuni ‘segreti’. Tuttavia, l’opporre il silenzio a domande molto molto easy e specifiche rispetto ai precedenti punti, rende assai debole la posizione di chi sostiene di essere strega ereditaria…
  4. Non è mai possibile parlare con la famiglia di queste streghe, perché la nonna, la mamma, la zia, o comunque chiunque sia mai stato a passare segreti, riti ed iniziazioni è irrimediabilmente morto e defunto o comunque irrintracciabile. Insomma, se hai una nipote o una figlia, essere streghe ereditarie, porta una sfiga micidiale… passi tutto e poi muori lì, su due piedi: sempre. Deve essere terribile.

(le streghe nella foto sottostante sono morte non appena hanno insegnato alla nipote)

granny

E arriviamo agli aspetti meno oggettivi e, per così dire, comportamentali:

  1. Se c’è una cosa da non fare mai con una Strega Ereditaria è fare domande in merito alla sua ereditarietà. Si inviperisce, perché le è stata lesa una Maestà che consiste nel non dover rendere conto a nessuno di quel che dice: se ti va bene, bene, altrimenti sei cattivo e diffidente e anche un po’ scemo e presuntuoso etc. etc. Non importa il modo, lo spazio comunicativo: se dite di dubitare, se domandate, siete miscredenti o, addirittura, dei bulli. Non reggono alcun confronto o discussione, anche la più pacata o ironica, alla quale reagiscono o con veemenza o ritirandosi offese (fatto salvo lamentarsi poi in giro in privata sede). Non so, forse la nonna ha insegnato loro che così si fa, ma se so, se ho certezza di una mia esperienza, la argomento fino alla fine, la racconto, la porto e la rendo condivisibile per quanto è possibile… altrimenti, a casa mia la chiamavano coda di paglia.
  2. Certo, la presunta strega ereditaria troverà sempre qualcuno pronto a consolarla, esiste infatti una nutritissima pletora di persone che “segui il tuo cuore” (si, vabbé) o si sentono streghe perché hanno doti di sensitività o preveggenza -o pensano di averle-  (doti che una persona può possedere senza per forza essere nella stregoneria) o che “troverai più cose in un bosco che in mille libri”: però, santi numi, uno almeno leggetelo!!! E poi, fatemi la cortesia, andateci di tanto in tanto in questo fucking bosco! Vi aspetto lì, in una notte di luna piena (mai incontrato nessuno… che strano). Di sceneggiate di presunte streghe ereditarie, quasi ogni pagano di vecchia data ne conta almeno un centinaio; la cosa curiosa è che ciclicamente scompaiono così come sono apparse, sarà che sono nel bosco a tramandare segreti al resto della dinastia (poi però, poverette, muoiono, causa nipoti o figlie… altra spiegazione non trovo).
  3. Non l’avete mai e dico mai vista in nessun festival pagano o presenza virtuale ma di un certo spessore e, nel rarissimo caso che ciò avvenga, si da arie adeguate alla maestosa eredità da cui proviene: lo si deve sapere che lei, per merito di parto genesi, è una strega…. potentissima. E qui, arriviamo a bomba al punto seguente.
  4. In oltre 20 anni, io, e altri da più anni ancora, abbiamo constatato un dato di assoluto interesse. Ossia che, nonostante l’ereditarietà e le sapienze generazionali tramandate loro, mai che se ne trovi una che sappia fare davvero qualcosa. E dico mai eh, proprio mai. Saremo stati sfortunati noi, ma non ne abbiamo incontrate. Ho ragazze del gruppo di studio del primo anno in grado di spettinare queste ereditarie solo con un sorriso. Sarà che il loro potere è talmente vasto e alto da sfuggire ai nostri radar, ma deve essere così sottile da non farmi percepire una beneamata mazza delle loro capacità energetiche. Anzi, spessissimo, quel che si percepisce sono conflitti interiori irrisolti, “sporcizia varia”, rabbia e necessità di ottenere un riconoscimento dall’esterno per compensare una profonda insicurezza e svalutazione di se stesse (insomma, il contrario di una strega). Molte di queste ‘ereditarie’, manifestano le sintomatologie di un disturbo caratteriale di tipo narcisistico con fantasie del sé grandiose e al limite dello psicotico: mentono sapendo di mentire ma poi, dopo un po’, finiscono per crederci pure loro. Sono per lo più innocue e si limitano a qualche bella foto di una candela (o candele), un teschio e un poco di incenso su instagram. Alle volte, invece, purtroppo si creano attorno una corte di persone che se la bevono (qui, qualche suggerimento per loro)

Ciò detto, lo ripeto, se ci fosse in ascolto qualche “strega ereditaria” vera, ci contatti immediatamente! Sarebbe bellissimo fare quattro chicchere assieme e scoprire cose nuove.

 

 

 

 

 

4 pensieri riguardo “Le ‘Streghe ereditarie’ non leggono Ginzburg

  1. Mi spiace contraddire la tua tesi..ma secondo me non corrisponde al vero.
    In primis quando parliamo di eredità ,e scorretto in quanto ci sono doti,che alcuni di noi anno e altri no a prescindere dalla genealogia; ne deriva che non tutti possono apprendere determinate arti. Certo però ,la differenza che c’è tra colui che viene iniziato a tale conoscenza a 9 anni e diversa da colui che invece si avvicina in tarda età…mi dispiace vedere così tanto rancore nelle tue frasi..e non ne capisco il motivo. Resta il fatto che secondo me “streghe si nasce . Non si diventa , ” quindi una data predisposizione genetica esiste ..a prescindere che si sviluppino o meno le capacità di utilizzare le proprie energie..

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    1. Ciao Barbara, intanto ti ringrazio per aver voluto condividere qui la tua opinione (che, peraltro, mi ha suggerito un tema che vorrei trattare in uno dei prossimi articoli).
      Non ho mai sostenuto che non possano esserci doti innate, anzi, se guardi questo articolo vedrai che ne ho addirittura esperienza diretta (vedi qui https://fdrtempiodicallaighe.com/2020/02/27/la-segreta-necessita-di-sentirsi-speciali/). Ma non sono affatto d’accordo che, “o hai il dono o niente”, anzi. In quello che ho visto lungo gli anni, alcune persone magari dotatissime hanno combinato poco o nulla e, viceversa, persone senza doti particolari, con il loro proprio duro lavoro hanno fatto e raggiunto molto, ma molto di più.
      Sono d’accordo con te sul fatto che chi si approccia a certi argomenti in tenera età possa averne un vantaggio. Ad esempio, restando nella Wicca, specie in Inghilterra oggi ci sono sacerdotesse con madre e nonna che lo furono prima di loro: saranno più brave? Credo dipenda da loro. Similmente, lo puoi vedere anche tu nella vita di ogni giorno, ad esempio, il dentista figlio e nipote di dentist,i sarà migliore di quello cresciuto in una famiglia di metalmeccanici? Dipende: dalla stoffa, dall’impegno.

      Mi spiace che tu abbia trovato le mie parole rancorose, sono tutt’altro, ossia sono dispiaciuto e amareggiato che ci siano persone che si auto-ingannino (nella migliore delle ipotesi) o ingannino altri, raccontando di fantomatiche stirpi di streghe pagane che risalgono a secoli fa… e sarei felicissimo di esser smentito.

      Una predisposizione genetica potrebbe certo esistere, ma è come pensare che Usain Bolt sarebbe stato record mondiale dei cento metri solo per le sue gambe e non -anche- per il suo costante allenamento. Per cui come tu non condividi la mia tesi, similmente non condivido la tua: streghe si diventa, non si nasce.
      La stregoneria è un percorso, peraltro durissimo, fatto di un lungo apprendistato che nessuna dote, genetica o meno che sia, ti potrà mai evitare,

      Grazie ancora per il tuo contributo che è stato comunque portatore di riflessioni. Un saluto e in bocca al lupo per il tuo cammino.

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  2. Ti ringrazio per la tua risposta ..il mio era solo un punto di vista . Forse espresso male . Hai ragione nello smentirmi sul fatto che non si può diventare streghe se non ereditarie, anche perché quando ho detto ” o ci nasci o niente ” non intendevo per grado di parentela ereditaria. Ma bensì per quello che ( sempre secondo me ) hai o non hai dentro di te ..e certe predisposizioni si vedono già da subito in un bimbo, a prescindere dalla parentela .comunque ti ringrazio per avermi dato la possibilità di spiegarmi ..un augurio sereno a tutti ..

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  3. Ciao, anche io da bambina, tramite una parente di mia nonna materna, (che non è morta subito) ho ricevuto il dono di “segnare”. Non mi è stato spiegato molto a riguardo comunque, le volte che l’ho praticato, (non lo sbandiero ai quattro venti) mi hanno subito detto del rapido sollievo. A sua volta la nonna leggeva le carte e la mano ma quando le chiedevo se mi insegnava mi ripeteva sempre: “non è ancora ora”. Purtroppo è mancata prima di insegnarmi ed io, che conservo tutti i suoi libri, sono sempre rimasta affascinata da tutto quello che riguarda questo mondo. Quello che so è perché l’ho imparato guardando lei e mia mamma ed ascoltando i loro racconti su alcune usanze contadine ma so che non conosco tutto quello che concerne questo mondo. Ho una certa sensibilità o sesto senso, sensazioni e mi risuona zempre in testa “non è ancora ora”. Fatto sta che anni fa ho conosciuto quello che ora è il mio Maestro col quale ho studiato Reiki (e anche qui ho riscontri positivi anche se lo pratico poco) fino a prendere il Master e che continua ad insegnarmi tante cose. Mi incuriosisce e mi affascina tutto quello che è mistero (chissà cosa ho fatto nelle mie vite passate) vedrò man mano cosa mi riserva il futuro…
    Cristina

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