Le maree della primavera

Monta la marea primaverile con il suo carico di forza, pulsioni, desideri e aneliti, ma come si inserisce nella nostra vita, nelle sue fasi così come nella nostra quotidianità?

L’equinozio di primavera che:

  • posta sul cerchio e le rispettive corrispondenze con i punti cardinali corrisponde all’Est, rappresenta la (ri)nascita -se pensiamo all’alba, al Sole e al ciclo agricolo-
  • e/o l’adolescenza e la prorompente forza sessuale che la distingue -se, invece, poniamo maggiore sensibilità al ciclo dell’allevamento e a noi stessi-, cosa che si manifesterà appieno a Calendimaggio (Beltane).

Credo che questo passaggio, forse più di altri, si presti benissimo a ragionare assieme sulla corrispondenza fra cicli naturali ed i cicli della nostra vita, che sono “macro” (nascita, maturità, vecchiaia, morte) e “micro”, ovvero, come da titolo, sulle maree annuali che regolano la nostra vita.

“Come in alto, così in basso”,  così recita la Tabula Smaragdina -più nota come Tavola di Smeraldo– che è testo fondante dell’intera storia dell’ermetismo, esoterismo e religioni iniziatiche così come le conosciamo ora. E’ una grande verità, che può sembrare banale, ma d’altra parte i cicli della Natura, e noi ne siamo parte, non possono né potrebbero non corrispondere ai nostri, questo è evidente.

Invece, meno evidente è come questi si declinino a livello annuale o mensile (nel femminile, ovviamente, è cosa assai più tangibile).

Spesso inconsapevolmente, noi, queste maree, le viviamo intimamente comunque. Sì, consapevoli o meno, è così. Portate l’orecchio, ascoltate. Celebrare questi passaggi calendariali, è un modo per prenderne consapevolezza… ‘azione, rito, simbolo, vita’, sono termini che non avanzano mai disgiunti se solo siamo riusciti a fare quel difficilissimo lavoro di integrazione che fa parte di questo percorso.

Credo che, riuscire a farli avanzare assieme, sia un obiettivo importante.

Cos’è Primavera? Cos’è un equinozio se non un “banale” passaggio astronomico a meno che questo cambiamento non lo si riesca a sentire in noi? Intimamente. Davvero.

Certo, farsi presenti al divino per celebrare e festeggiare i cicli della Vita, ha un senso che ci trascende, che ci oltrepassa. Ciò è vero per tutto l’anno, per ogni festività. Tuttavia, avvicinandoci alla Primavera, dove questo è avvertibile in modo fortissimo: RI-trovatevi, individuatevi in questo momento!

Consentitevi di scalciare come puledri/e, di giocare, di ridere, di correre… non cedete all’abitudine, magari, di stare fermi…. fate cose. Amate, anche carnalmente, profondamente.  Fate che la primavera vi prenda, sentitela.

Una parentesi personale – In questi giorni, andrò nella mia casa in campagna a tagliare il prato con il mio “trattorino” e, schiena permettendo, farò altre mille cose. Farò l’amore con passione con la mia compagna, sarò suo, lei sarà mia (non amo il concetto di possesso, ma credo comprenderete), mi commuoverò nel vedere il verde dei campi assieme a lei, andremo a raccogliere erbe…. ecco, come si diceva, era una parentesi personale però, però, vale più in generale: accogliete in voi la consapevolezza del senso di ogni stagione e di quel che vi suggerisce.

 

 

 

 

 

 

 

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