Neanche gli Dèi (…però possiamo farcela)

Sabato, rincasando da Agorà Pagan Festival (organizzato dall’Unione Comunità Neopagane e Pagan Federation presso La Radura delle Fate), ero felice di aver re-incontrato molti amici e volti noti del neopaganesimo nostrano. Ero e sono entusiasta delle tante persone che cercano di informarsi, che partecipano a conferenze, gruppi di studio eccetera. Insomma, ero contento perché, fra me e me, ho pensato a quanto lavoro sia stato fatto in questi anni per dare sempre più possibilità di formazione e informazione seria a chi vuole iniziare questo percorso.

Certo, nonostante il caldo, nonostante qualche disavventura durante il viaggio, credo ne sia valsa la pena. D’altra parte, è sempre così: dopo ogni occasione d’incontro con altri pagani (di più o meno di vecchia data), torno a casa con nuovi stimoli e voglia di fare. Yuppi du.

 

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Bello, vero?

 

SPOILER – Segue parte pessimista. Volendo, potete saltarla: l’articolo è a lieto fine.

(INIZIO PARTE PESSIMISTA)

Sì. Sarebbe bello se non fosse che il mondo non inizia e non finisce in un pagan festival… Mi è bastato aprire qualche pagina Facebook sul tema Wicca/stregoneria/paganesimo e niente, tanto è bastato togliermi ogni poesia (perché sbattersi e partecipare a qualche conferenza, workshop o addirittura ad un gruppo di studio quando ti basta leggere Cunningham in pdf? No?). Ho letto talmente tante fesserie messe assieme in un solo post che anche solo la metà sarebbe stata sufficiente a farmi venire un attacco epilettico… Allora ho ripensato ad un bellissimo racconto di Isaac Asimov, al quale ho rubato il titolo per questo articolo, che si rifà ad un aforisma attribuito a Friedrich Schiller: “contro la stupidità neanche gli Dèi possono nulla”.  E, noi, men che meno.

Che grande verità. Purtroppo, poi, come non bastasse la stupidità, tocca avere a che fare con sua sorella, l’ignoranza, che per certi versi è assai più perniciosa perché si riproduce e si diffonde. L’ignoranza crea disinformazione e si propaga come un erba infestante che rischia di soffocare fiori splendidi eppure -spesso- fragili. Nulla può spiegare meglio questo fenomeno se non l’effetto Dunning-Kruger:

L’effetto Dunning-Kruger è una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità auto valutandosi, a torto, esperti in quel campo. Come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti

Possiamo spiegare questo effetto con questo grafico che, credetemi, non è per nulla divertente (ok, sì, lo confesso: mi diverte).

EFFETTO-DUNNING-KRUGER

Al riguardo, se ho imparato qualcosa è che, se con la stupidità è inutile combattere, l’ignoranza, invece, merita almeno una qualche risposta, fosse anche solo gridare: stai dicendo un mare di str#@##@e! Cosa poco utile ma di grande soddisfazione e sollievo, (perlomeno momentaneamente).

(FINE PARTE PESSIMISTA)

Ciò detto, nonostante quanto sopra, ci sono alcuni fattori che mi consolano e mi fanno sperare per il meglio circa la situazione italiana. Forse sono troppo ottimista, ma credo di non andare troppo lontano dal vero con questo elenco:

  1. Il numero -e la qualità- di iniziati delle più diverse tradizioni sta rapidamente aumentando e questo, come per qualunque evento ‘demografico’, comporterà una crescita esponenziale delle persone in grado di fare corretta informazione e di contribuire alla formazione delle generazioni future. Perché è diverso essere in 10 o in 100 quando si tratta di rispondere a 1000 scemenze al giorno;
  2. Più persone formate e in grado di formare, significano anche più persone che sentono il desiderio di spendersi e di giocarsi direttamente nel fornire energie, tempo e risorse per l’arricchimento della comunità. Perché un conto è organizzare un evento in 3, un conto è farlo in 10.
  3. Allo stesso tempo, con la crescita di cui sopra, stanno aumentando un po’ su tutto il territorio le iniziative ed i centri che possano fornire indicazioni… ci sarà sempre il sito “Stelline della stregoneria del delfino arcobaleno” così come chi si fermerà a quello ma, rispetto anche solo a 10 anni fa, la distanza media che una persona deve percorrere per raggiungere un qualche incontro interessante si è pressoché dimezzata. Perché oggi, dandosi chiare priorità, questo percorso è alla portata quasi di tutti anche in termini economici;
  4. E’ sempre minore il numero dei ‘persi per strada’ per via della difficoltà di proseguire con continuità un percorso di formazione. Perché anche le persone più motivate rischiano di sentirsi troppo sole e senza reali possibilità di crescita se non esiste una comunità attiva e questo, sia chiaro, è vero anche per i solitari e per gli eclettici (che lo ammettano o meno);
  5. Seppur con le proprie peculiarità e differenze, le varie tradizioni che costituiscono la variegata galassia del neopaganesimo, condividono l’esigenza di essere promotori di una in/formazione di qualità e, questa, è senz’altro una base comune importantissima. Perché se tu sforni ‘iniziati’ dopo un workshop di un weekend mentre per altri si parla di anni…ecco, la gente potrebbe non capire la differenza, ma c’è: eccome;
  6. Ad arricchire il punto precedente è il fatto che, credo, si sia ormai consolidato un nucleo di ‘elders’ (di ‘anziani’) trasversale alle più note realtà della nostra penisola basato su reciproca stima prima ancora che su momentanee convergenze. Perché le opinioni possono cambiare rapidamente, la stima, invece: assai più di rado.
  7. Molti degli ‘anziani’, nonostante qualche ulcera, riduzione significativa del proprio tempo libero, sovradimensionamento delle gonadi o delle ovaie, passeggeri istinti omicidi (o suicidi), non si sono ancora stancati di fare quello che fanno, da anni. Perché, al netto delle simpatie personali e dei difetti che ognuno inevitabilmente ha, ad alcuni di loro andrebbe fatto un monumento per la tenacia e la costanza con cui si spendono da ormai due decenni o più;
  8. I risultati di tante fatiche iniziano a dare il loro frutto. Perché, okkey l’abnegazione, ma il sado-masochismo, al massimo e secondo i propri gusti ed inclinazioni, va bene per altri ambiti certo più privati;
  9. Quanto sopra, motiva ad una maggiore partecipazione persone che, come il sottoscritto, sono magari nell’ambiente da anni ma si sono fatte fondamentalmente gli affaracci loro per larga parte di questi. Perché la sensazione del ‘ne vale la pena’ è motivante e funziona come massa critica: le valanghe iniziano da un fiocco di neve;
  10. Siamo, e non solo potenzialmente, molti di più di quanto si creda. Perché? Beh, qualche ipotesi inizio ad averla…