I ‘miei’ Dèi sono selvaggi

Non ho nessuna pretesa di dire come o cosa siano gli Dèi ma, per quel che è la mia esperienza al riguardo, ‘frequentandoli’ e studiando la loro storia, sento di poter condividere una considerazione: cambiano, si mischiano, si uniscono, si ridividono… si ‘evolvono’ (*1).

Ecco, non posso che parlare della divinità con cui lavoro da vent’anni, metà della mia vita, eppure, ci credereste se ammetto che ancora non so nemmeno come preferisca essere chiamato?

Ok, lo confesso, magari è un mio limite… ma vi faccio un esempio: l’antichissimo e oscuro Sùri, ricompare in Selvans, Selvans in Silvano, Silvano si associa a Fauno… ma Sùri compare anche in Luperco, a sua volta associato a Silvano che a sua volta trae diversi aspetti dal Fuflus etrusco… etc. etc.

Si dovrebbe pensare alle foreste non come ad un insieme di alberi, ma come ad un intrigo di radici che costituisce un unico essere (QUI un esempio reale e spettacolare)… credo sia così anche per le divinità. Quasi tutte, forse.

Nel nostro esplorare una specifica divinità, questa può mostrarsi (e noi -entro certi limiti-scegliere di sintonizzarci) su parti specifiche della sua vastità…. epoche in cui vestiva di pelli con il volto così nero da non distinguere alcun lineamento sotto il suo cappuccio… o vederne gli aspetti con cui fu conosciuto presso un popolo particolare, venerato con il fuoco e temuto come il lupo…. o con le braccia colme di frutte e l’ascia pennata presso un altro in un epoca ancora differente: è sempre lui, incredibilmente complesso, articolato, mai immobile.

Forse è solo il mio personalissimo sentire, ciò nonostante, più vado avanti e più ho l’impressione che, a Loro, interessi essere conosciuti nella propria radice antica. Sembra ci invitino ad esplorare le Loro parti nascoste, quelle che sono prossime ad essere dimenticate dall’uomo e a sbiadire come forze archetipali.

…ogni volta che riesco in questo, scopro che i “miei” Dèi sono selvaggi, quasi non hanno un nome. Quasi spaventano come la vertigine di una vetta altissima, o il buio silenzioso di una foresta nel novilunio, ma ci sono e, se vi capiterà di averne modo, ne sentirete il palpitare profondo nelle vostra stessa carne: ed è bellissimo.

 


 

(*1 – il termine “evolvono”, come “cambiano” o simili, può essere fuorviante, personalmente non condivido una visione storicistica degli Dèi, bensì, più semplicemente credo che, nel tempo e nelle diverse culture, noi esseri umani ne abbiamo frequentato un aspetto piuttosto che un altro e che, in buona sostanza, una divinità sia, rispetto al tempo, sincronica: possiede ogni aspetto, passato e futuro con cui è stata conosciuta o la conosceremo. Ma questa è solo una mia personalissima opinione e chiave di lettura)