Befana a chi?

Sono donna e come tale, seppur sono anche tante altre cose, sono soggetta alle facili battute ironiche/malevoli sulla Befana e sul suo volo. Oddei, le accompagnano con un sorriso ma il loro sorriso sghimbescio mi ricorda tanto le trappole dei bracconieri. Se rispondi con sorriso, intanto ti hanno  dato della brutta vecchia col nasone, mal vestita e con la puzza di fame addosso,  se rispondi acida non sai proprio stare allo scherzo… Suvvia in fondo vogliono solo essere simpatici! A parte che avrei un paio di idee su dove potreste infilare la vostra simpatia non richiesta…

Come negli ultimi tre anni, sono al lavoro. Front office circondata da babbani, tanti babbani, troppi…

E’ da stamattina che mi salutano chiedendomi se ho avuto problemi stanotte, se ho patito il freddo, se la scopa è partita al primo colpo…

Li guardo. Auguro una buona giornata con uno sguardo carico di compatimento… Non avrò il senso dell’humor, oltretutto son britannica, quindi con un senso dello humor tutto mio e comprensibile, spesso, solo ai miei compatrioti, ma in realtà mi mordo la lingua. Mi mordo la lingua perché vorrei rispondere che sì, ho volato nel Corteo di Diana. Ho seguito, volando, la mia Signora. Come ogni anno ho preso la mia Scopa sacra ed ho circumnavigato tre volte il Tempio con il mio corpo fisico ma, quello astrale era in Volo. Davanti a me Diana, nuda sulla scopa. La sua pelle bianchissima che sembrava rilucere sotto il cielo stellato. I lunghi capelli scuri che, liberi, le svolazzano sulla schiena. La falce di luna calante che dall’alto mandava chiarore sulla Terra. Di fianco a Diana,  Frau Holle e Perchta e dietro le Donne. Tante Donne… Quelle di oggi e quelle di ieri, fin dalla notte dei tempi. C’erano anche quelle che ancora devono nascere, le Donne di domani… E tutte insieme, nel cielo stellato abbiamo volato… Sotto di noi i tetti dei condomini, le strade, le case isolate ed i boschi… E la Terra… Quella nera, carica di promesse. Fredda e gelida custode dei semi. Ed ad ogni passaggio di Donna la Terra fremeva ed aveva un guizzo… Riconosceva il Potere Femminile di accoglimento, protezione e rigenerazione. Le Donne custodi delle Chiavi che con il Loro passaggio e volo, garantiscono il rinnovamento e la fertilità.

Sono fiera ed orgogliosa di essere “Befana”, di  partecipare ogni anno Ad Cursum Dianae. Come farvi capire che quel ruolo, da voi deriso e motivo di sfottò, per me è un titolo onorifico, al pari del mio Nonna? Che con il mio Volo porto avanti il filo rosso che mi lega alle mie antenate di cui vado fiera? Che amo e rivendico il mio essere Vecchia, Crona? Sfoggio con allegria i miei capelli grigi, segno tangibile assieme alle rughe, delle mie battaglie durante gli anni. Certo, con il passare del Tempo, il mio corpo fisico inizia a cedere. Ma rinuncio volentieri alle carni sode in cambio della pacatezza e saggezza del mio essere Crona. Finalmente libera di godere del mio corpo senza nessun vincolo. Rinuncio volentieri alla vista acuta, perché ho guadagnato la Vista interiore. Le mie gambe diventeranno deboli, ma sarò sempre in grado di scendere ai Cancelli o risalire il Sentiero per Salire lungo il tronco dell’Albero. Perché sono Viva… e perché ho usato in modo assennato gli anni. Come l’ha usato saggiamente la Fanciulla che a primavera ha permesso ai fiori di sbocciare, alla Madre che ha custodito il campo e permesso il Raccolto, alla Vecchia, che esausta per aver donato tutte le Sue forze alla Terra, finalmente è pronta per “morire” (magari su un falò) per rinascere ancora una volta Fanciulla.