Delegare

Quando si parla del proprio cammino, la parola “proprio”, dice il vero ma, spesso, tradisce il legame che inevitabilmente abbiamo con il nostro proprio Ego: il “mio” cammino, il “mio percorso”. Certo, è il tuo… ci mancherebbe, sì, lo è.

Perché è un percorso impegnativo, fatto anche di dubbi, di insoddisfazioni e, alle volte,  di paure riguardo alle quali, alla fin fine,  su come tu ti stia sentendo e che strada prendere, puoi rispondere solo tu.

Insomma, di tanto i tanto, i momenti di sconforto e/o incertezza arrivano, è inevitabile. Ti domandi, ad esempio: n’è valsa (o né vale) la pena? Sto prendendo la direzione giusta? Sono sincera/o con me stessa/o? Sto facendo un buon lavoro o mi sto solo illudendo di farlo? E altre mille domande simili.

Indipendentemente da dove tu sia, ancorché la si affronti differentemente a seconda del punto in cui sei sulla mappa di questo cammino, una domanda del genere, prima o poi si porrà. E allora, magari ci si sente persi, soli.

Non ho ricette per nessuno, dubito esista una via semplice e miracolosa, tuttavia, l’altrui esperienza alle volte può aiutare, molto. Ecco, per quel poco che ho visto in questi 20 anni, alcune cose mi sento di suggerirle…

  • Sentire qualcuno che ti racconta di come “ce l’abbia fatta”, vale zero, piuttosto, circondati di persone che ti dicano come stanno impegnandosi a cavare il meglio dalla propria vita e percorso.
  • Sentire qualcuno che ha una ricetta per “la tua situazione”, vale zero, piuttosto, circondati di persone che condividano con te una impostazione, un “mondo” del vorrei che vuoi come reale e per cui vuoi impegnarti.
  • Sentire qualcuno che ti spiega, per filo e per segno, quale sarebbe “la scelta strategica più oculata”, ecco, se posso dare un consiglio…. ascoltalo, magari è utile, magari no ma, per questa volta, ascolta una cosa semplice:

sii tu a decidere della tua vita.

Non ho la verità in tasca, ma sono profondamente convinto che nella propria vita sia fondamentale avere le risorse necessarie per rispondere a queste inquietudini da sé: ciascuno è responsabile di se stesso e, per fortuna, nessuno può sostituirci.

Credo che questo sia vero, a maggior ragione, per chi sta percorrendo un cammino religioso e/o spirituale. Non è possibile delegare ad altri.

Se ripenso alla mia storia personale, ho avuto la fortuna di incontrare maestre e maestri di vita, vere e proprie possibilità di imparare, di avere “una scuola”, “una palestra” ma, se ho capito qualcosa, nessuno potrà mai sostituirci nelle scelte, nell’impegno e nel camminare con le nostre gambe.

No, davvero, non è possibile delegare ad altri così come non è delegabile che qualcuno pisci al posto nostro (spero mi perdonerete l’esempio poco poetico, però, è proprio così).

I consigli chiesti, i consigli ricevuti o attesi da chi ci conosce profondamente e percorre la nostra Via o che, in quel momento, ci sta addirittura insegnando, sono importanti. Certo, potrebbero essere dati essenziali e di grande aiuto. Eppure, se ci riflettete, non valgono poco o nulla se nel profondo già non sentite la “vostra” risposta?

Alla fin fine, spesso la validità che diamo ad un consiglio ricevuto dipende dal suo essere vicino o lontano a quanto sentiamo, vogliamo o abbiamo già deciso. Se così fosse, non state cercando semplicemente una conferma alla vostra scelta? (e una persona a cui, in futuro, eventualmente recriminare il “mi avevi detto che…”?). Ancora una volta, ed è l’ultima -giuro-, non delegate, mai.

Il cammino, non è solo “il tuo”, è anche mio, è il nostro; eppure, guide, insegnanti etc. se anche possono molto, di certo non potranno mai pisciare per voi.