I presunti esperti, peggio della peste

(di Luca Ariesignis Siliprandi)

Ed eccoci, la peste la peeeeste! Fra paure, psicosi, isterie ed altrettante sottovalutazioni auto-tranquillizzanti e auto-assolventi, il mondo della comunicazione ‘interna’ (quella dei social) sta mostrando alcuni lati imbarazzanti anche in seno al nostro ambiente. Certo non parlerò del Covid19, non ne ho le competenze, ma mi limiterò a qualche considerazione sul nostro crederci “tuttologi”. Già in un altro articolo mi è capitato di citare l’effetto Dunning-Kruger, realtà scientificamente dimostrata di

una distorsione cognitiva a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità autovalutandosi, a torto, esperti in quel campo, mentre, per contro, persone davvero competenti tendono a sminuire o sottovalutare la propria reale competenza. Come corollario di questa teoria, spesso gli incompetenti si dimostrano estremamente supponenti.

Coerentemente con questo, leggo in giro sui social, post e commenti di persone -magari espertissime nel loro ambito- dire le più svariate sciocchezze e lo dico sapendo di non essere esperto nemmeno io in medicina, virologia ed epidemiologia… però, avendo la fortuna di lavorare con percentuali e statistiche ogni giorno, diciamo che alcune valutazioni che girano sono imbarazzanti (peraltro, suggerisco a molti un ripassino sul calcolo di percentuali e medie ponderate). Ciò detto, vorrei contribuire all’inane tentativo di evitare a persone serie che lavorano nell’ambiente esoterico di non ricadere nella summenzionata distorsione cognitiva. E’ un classico della storia, che si ripete ahinoi senza sosta: personaggi eccelsi ed illustri nel loro campo che, fidandosi della propria acclamata competenza in quello, sparano cazzate inenarrabili su altri ambiti. Volete qualche esempio?

Immanuel Kant, uno dei più grandi filosofi del ‘700 ed autore di vette del pensiero occidentale, sostenne che i negri non possono ragionare di filosofia per via del flegma lento che scorre in loro limitandone le capacità mentali così come le donne, a cui però difettava pure un corpo sanguignamente stabile per le funzioni cerebrali (portando a sostegno diversi studi scientifici dell’epoca, ovviamente smentiti qualche decennio dopo e peraltro già mal compresi da lui all’epoca). Questo per citarne uno… ma è in buona compagnia di razionalissimi scienziati di epoca contemporanea, come il premio Nobel per la chimica K.Mullig che sosteneva non vi fosse correlazione fra HIV e AIDS (a sua discolpa, molti altri scienziati pare sbarellino dopo il Nobel).

Tutto questo per dire, ancora una volta, che anche le menti migliori, quando escono dal proprio specifico ambito di competenza, pur essendone convinti in buona fede, pur basandosi su dati forniti dalla scienza in modo critico, spesso dicono cavolate talmente grandi da restare ad imperitura memoria di deficienza. Questo per un semplicissimo motivo: non siamo ‘nati imparati’ su ogni argomento nonostante la nostra intelligenza o competenza su altri ambiti. Infatti, come ho visto di prima mano in giro, basta avere una qualche difficoltà nel comprendere che una somma algebrica secca fra percentuali di mortalità in diverse fasce di età senza accorgersi che, invece, andrebbero ponderate sulla dimensione della popolazione di ciascuna di queste per ritrovarsi, loro malgrado, a dire scemenze (ovvero non puoi sommare la mortalità di ciascuna fascia di età così, ex abrupto, senza considerare che il numero di persone che ne fanno parte è differente… esempio: ci sono meno bambini 0-4 anni che adulti fra 40-50).

Succede a tutti, ci mancherebbe. Ripeto, non ho intenzione di parlare del Coronavirus, sto solo facendo un discorso generale in ordine alle certezze che esperti dell’ambito X si sentono di poter avanzare sull’ambito Y (e guai se qualcuno si azzardasse a fare il contrario eh! Mi raccomando!).

Del resto, se abbiamo personaggi enormi dal punto di vista spirituale che parlano di meccanica quantistica (oggi è un jolly) senza avere le competenze necessarie a risolvere un’equazione di primo grado, perché privarci del lusso di operatori dell’esoterismo/astrologia/stregoneria/magia/occultismo/spiritualità/olismo/new-age e ‘cazzabubbole’ varie che ci facciano lo ‘spiegone’ medico con tanto di valutazioni epidemiologiche, o di opportunità comunicativa o di azione in termini di contenimento.

Ecco, consapevole di non saperne una beneamata mazza, inviterei tutti -specie chi ritiene di saperne tanto tantissimo e non è un medico- ad un grande bagno di umiltà e di silenzio, perché fra mille di noi che parlano un poco a sentimento dicendo la propria, si rischia di creare un tale rumore di fondo da far perdere la voce di chi ne sa qualcosa sul serio e, noi, rischiamo così di non sentirlo e non dargli il giusto peso.

Nulla vogliamo togliere alla libertà di pensiero dell’operatrice olistica che ci parla di come il contagio possa essere alimentato da una eggregore (che in realtà, per lei, quanto ad esperienza consapevole e diretta della cosa, vale tanto come parlare di meccanica quantistica applicata allo yoga, ma vabbè), né sembra opportuno censurare a priori le prese di posizione di tante stimatissime persone del nostro ambiente.

Lo so che è durissima, specie se, impotenti quali siamo se non rispetto ai nostri comportamenti personali, si avverte l’impulso primordiale ed irrazionale di reagire comunque, in qualsiasi modo…. anche il più scomposto. Abbiamo quindi -e questo è interessantissimo- persone pacate e di una razionalità e cultura notevole che si scoprono complottare… Complottari che diventano moderati, medici che si mettono a pregare a casaccio, parroci che snocciolano statistiche dell’organizzazione Mondiale della Sanità e fanno vademecum per limitare i contagi a messa. Insomma, un guazzabuglio, un putiferio. Ricordo che dare consigli, espone chi lo fa alla responsabilità morale degli esiti più o meno lieti che ne conseguono; ora, considerato che su queste tematiche, più o meno direttamente, quel che dite potrebbe costare la vita di una o più persone… davvero siete così sicuri?
Ancora, un ultima volta, ricorderei l’effetto Dunning-Kruger: non potrebbe essere meglio limitarsi al bel tacere e fare del proprio meglio per informarsi adeguando il proprio comportamento personale alle più elementari norme di precauzione? Credo ci faremmo tutti più bella figura, per dirla con un eufemismo. E comunque, un ultimo suggerimento: ridere e sorridere fa bene, anche alle difese immunitarie.

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