Ci sono percorsi che profumano d’incenso e libertà. Promettono evoluzione e miglioramento del Sé e, pur sapendo che saranno difficili e dolorosi ci entriamo entusiasti e pronti a imparare. Altri invece che, pur iniziando allo stesso modo, stringono piano piano come rovi che invadono il sentiero nel bosco. La New Age ha avuto il grande merito di mostrarci un nuovo modo di concepire la spiritualità, un nuovo modo di viverla, fluida, seducente, apparentemente senza dogmi, aprendo così spazi preziosi. Ha restituito voce a chi non si riconosceva più nei templi di pietra. Ma dove cresce il desiderio di senso, cresce anche il rischio. E non dirlo sarebbe una menzogna. Il risultato è che oggi chiunque si sente autorizzato proporre una Via, un metodo di studio, un percorso spirituale, una comunità dove, finalmente, sentirsi a casa ed accettati. Bisogno estremamente basilare in una società frenetica e superficiale come questa in cui viviamo. Ma il pericolo è dietro l’angolo, ben camuffato, almeno all’inizio.
La nuova spiritualità, così come molti nuovi movimenti religiosi, nasce spesso da un bisogno autentico: guarire, appartenere, dare senso. È un terreno fertile, vivo. Proprio per questo è anche un terreno fragile. Dove c’è sete, qualcuno prima o poi arriva con un secchio… e decide quanta acqua puoi bere.
Non tutte le comunità sono gabbie così non tutti i maestri sono predatori. Ma, visto che è un argomento che ogni tanto torna alla ribalta, ed anche quando sono latenti, chi cammina nel mondo esoterico/spirituale/pagano da oltre trent’anni, sa che sono come i ratti: vivono nascosti ma continunano a “lavorare”. Sappiate che esistono dinamiche ricorrenti che devono mettervi in guardia, segnali sottili all’inizio, poi sempre più rumorosi, che meritano considerazione.
Attenzione: Questo non è un testo per creare paura. È un testo per restare svegli ed eventualmente chiedere aiuto.
Il maestro che si dichiara indispensabile
Quando qualcuno si pone come unico canale di verità, come chi “vede più di te”, “sa chi sei davvero”, “sa cosa ti serve”, fermati. La guida spirituale autentica restituisce autonomia. Ti vuole autonomo e capace di camminare con le tue gambe… La manipolazione crea dipendenza. Se senza quella persona ti senti perso, in colpa, incompleto, sbagliato… il problema non sei tu.
Il linguaggio che separa
“Ah ma loro non capiscono.”
“No ma tu sei più avanti.”
“Chi se ne va tradisce.”
Ogni parola che costruisce un noi contro loro divide, scava un fossato. Le sette non nascono urlando: nascono isolando. Facendoti “scegliere” fra “loro” e “noi” dove il “noi” sono sempre dalla parte della ragione e della conoscenza. Una guida (Gran Sacerdotessa, Maestro o Guru che dir si voglia) ti aiuta ad ampliare il tuo sguardo, ad aprire il tuo compasso, ad ingrandire il mondo, non a rimpicciolirlo.
Il controllo mascherato da premura
Quando le tue scelte personali (relazioni, lavoro, corpo, sessualità, denaro, la tua vita privata insomma) diventano oggetto di giudizio, siamo già oltre una soglia. Siamo già in zona Allerta arancione…
“Te lo dico per il tuo bene” è una frase che può curare o ferire. Conta il contesto. Conta se puoi dire di no senza conseguenze emotive. La cura non invade, anzi… ti affianca in punta di piedi e chiede permesso.
Il senso di colpa come strumento
Se ogni dubbio è segno di bassa vibrazione (secondo “loro”).
Se ogni sofferenza è colpa tua (sempre secondo “loro”).
Se ogni problema nasce dal tuo ego che resiste (Idem come sopra).
Allora non sei in un percorso di crescita, ma in una gabbia… in un sistema che si auto-protegge.
La colpa paralizza e ti tiene esattamente dove sei e dove loro vogliono tu stia. La consapevolezza libera.
Il denaro che diventa porta iniziatica
Donazioni obbligatorie, acquisto di medaglie “discutibili”, paramenti/tuniche/abbigliamento acquistato nel negozio “dell’amico” a prezzi superiori a quanto si trova sul mercato… Il problema non è pagare. Il problema è quando il valore spirituale viene misurato in sacrificio economico. Se non puoi permettertelo e vieni fatto sentire meno evoluto, meno pronto, meno degno… ascolta quel nodo allo stomaco. È lucidità. Ergo: SCAPPA
La perdita progressiva di te
Il segnale più chiaro è spesso il più silenzioso. Quando smetti di riconoscerti. Quando ti allontani da chi ti ama. Quando ridi meno, dubiti meno, scegli meno. La spiritualità non ti spegne. Al contrario… Accende.
Uscire da dinamiche settarie non è facile. Non sei debole o ingenuo… Sei umano ed è naturale cercare casa, senso, appartenenza. Chi manipola questo bisogno ha una responsabilità enorme. Chi ne resta intrappolato non ha colpa. Subire abusi e molestie non è una colpa. Responsabile è colui o colei che, approfittando del senso di “superiorità” che gli viene attribuito da chi sta iniziando il percorso, ne approfitta per ricavarne un qualsivoglia potere. Se ritenete di essere “intrappolati” in uno di questi gruppi, se riconoscete anche solo uno dei “coportamenti” descritti sopra, parlatene. Denunciate. Se non per voi per i prossimi che potrebbero cadere nella stessa trappola. Ci sono associazioni pagane e non che raccolgono nomi e fatti in modo da poter “difendere” chi cerca una via, tenendoli lontano da questi personaggi.
Parlarne è un atto politico dell’anima. Se un percorso ti chiede di spegnere il pensiero critico, di rompere legami, di consegnare potere personale in cambio di promesse… non è una via spirituale. È un recinto. La vera via non ti vuole obbediente. Ti vuole presente. E soprattutto: ti vuole intero.