UN APPELLO ALLA SERIETA’, ALL’ETICA E ALLA DE-MERCIFICAZIONE
La Wicca, nelle sue molteplici Tradizioni, è un percorso interiore e religioso che ritengo esiga rispetto, studio e dedizione e non un servizio da banco a basso costo. A tutela di questa integrità, con cui penso debba essere affrontata ogni esperienza religiosa nella sua profondità e serietà, credo sarebbe opportuno distinguere la pratica religiosa vera e propria da quelle che possono essere sue derive commerciali.
Possono esistere scopi e fini molto nobili che possono supportare questo tipo di “virata” al profitto, ma il problema rimane. Parto da un caso generico, e vuole essere solo un esempio fra i mille possibili.
Anche se per puro autofinanziamento, quando una Tradizione si cala nella bancarella del mercato (ad esempio letture dell’oroscopo generiche a pochi spicci con tanto di portafortuna in omaggio), essa non sta solo rischiando di perdere nell’agone della comunicazione mediatica, social o quant’altro quella serietà che ha nel profondo, ma credo stia anche attivamente danneggiando la percezione pubblica proprio della Religione che è suo motivo di esistenza e che sta attivamente portando avanti nella conoscenza , esperienza e dibattito pubblico.
Questo slittamento, temo possa svilire anni di studio, etica profonda e complessa ritualistica che appartengono a tutto il mondo tradizionale wiccan, trasformando la saggezza del Sacerdozio in un mero prodotto di consumo rapido, alimentando l’idea fuorviante che la spiritualità sia una magia da fiera invece di un profondo impegno interiore. Quasi come si stesse sfruttando la credulità per un guadagno immediato, anziché concentrarsi sull’autentico empowerment e sviluppo spirituale di chi aderisce. So che le idee e le volontà non sono queste, ma da un punto di vista comunicativo verso l’esterno, penso che certe iniziative non ci facciano del bene.
Difendere la serietà della Wicca significa prendere posizione contro questa mercificazione superficiale che ne compromette la legittimità e la riduce a un banale passatempo pseudo-esoterico. Fondamentale è ricordare che questo principio vale a prescindere dal fatto che tale speculazione possa o meno servire a coprire costi operativi (come, ad esempio, la manutenzione di spazi o il supporto a iniziative, anche se non essenziali per la pratica religiosa in sé). Insomma, come dicevo qualche riga fa, per quanto gli scopi e i fini possano essere nobili, temo che iniziative di questo tipo non aiutino la nostra Religione.
Il Sacro e il profano: distinguere l’autentico dalla merce
Quanto asserisco fin dal principio di questo mio scritto, penso metta in luce una delle più grandi sfide che la Wicca e l’esoterismo contemporaneo si trovano ad affrontare: la tensione tra il sacro e la sua mercificazione.
La Wicca, in quanto religione moderna e movimento spirituale, affonda le sue radici in principi complessi.
Uno dei fondamenti etici della Wicca è il precetto noto come la “Rede Wicca”.
Questo principio, spesso poco compreso (anche perché ha contenuti iniziatici difficili da poter comunicare, anche volendo, con parole) non è né vuole essere una licenza per l’edonismo o per una sorta di relativismo morale generalizzato e generalizzabile, bensì, piuttosto, una profonda chiamata alla responsabilità personale.
Ogni azione rituale o magica, infatti, non può che essere bilanciata con la considerazione delle sue ripercussioni sul sé, sugli altri e sull’ambiente.
Invece, quando la pratica spirituale viene a piegarsi ad un servizio commerciale standardizzato (l’oroscopo generico, il talismano “miracoloso” garantito), due cose accadono:
1. svalutazione dell’intento: l’intento spirituale e l’etica vengono sostituiti dall’obiettivo di lucro. La concentrazione si sposta dal benessere e dall’evoluzione del richiedente, alla rapidità e al volume delle vendite;
2. violazione della responsabilità: il praticante commerciale, spesso non propriamente formato alla tradizione religiosa, ignora l’etica della responsabilità. Vende, anche sotto le sembianze di una semplice divinazione, soluzioni rapide a problemi complessi, promettendo risultati senza richiedere l’impegno interiore e il cambiamento personale che sono al centro dell’autentico lavoro magico e spirituale.
L’autentico Sacerdozio wiccan (Sacerdoti e Sacerdotesse) opera attraverso l’assistenza spirituale, l’insegnamento, la guida e la celebrazione rituale. Questo lavoro è un servizio alla comunità e alle Divinità, non una transazione di beni. Sebbene l’onorario per il tempo e l’energia spesi (es.: insegnamento) possa essere sensato e in un qualche modo legittimo, la vendita di “magia pronta all’uso” rischia invece di ridurre l’intera pratica a una sorta d’inganno.
L’idea che la Wicca possa divenire una sorta di “servizio da banco” in larga parte ignora le strutture e le discipline interne delle sue origini e delle tradizioni che da queste traggono linfa.
Una persona che aspira al Sacerdozio in una tradizione “dei Misteri” come la Wicca iniziatoria, passa attraverso periodi di Iniziazione formali (spesso di almeno un anno e un giorno tra un grado e l’altro, con il primo grado che richiede generalmente studio approfondito, pratica meditativa e assimilazione delle basi), studio accademico e pratico (non solo della letteratura wiccan come quella proposta da Doreen Valiente, Gerald Gardner, Gavin Bone, Janet e Stewart Farrar, ma anche di mitologia, erboristeria, astrologia, storia delle religioni, storia dell’arte, ebraico, etc.) e sviluppo sensitivo (meditazioni e visualizzazioni costanti, lavoro onirico, sviluppo della chiaroveggenza e dell’empatia).
Ridurre questo processo a un’offerta di “letture a basso costo” penso possa tradursi, in buona sostanza, non solo in un inconsapevole modo di svalutare il lavoro del praticante tradizionale, ma anche un involontario e silente negare al pubblico di non iniziati la comprensione della profondità richiesta per essere un/a vero/a officiante.
Credo che per contrastare la percezione superficiale del nostro percorso, sia fondamentale evidenziare la ricchezza e la struttura della Wicca come religione a pieno titolo.
La Wicca è un percorso ortoprassico ancorato alla natura e ai suoi ritmi. La Ruota dell’Anno è la sequenza degli otto sabba (feste solari e stagionali) che scandiscono il tempo sacro e, in questo contesto, è importante ricordare che anche queste feste richiedono una complessa ritualistica (creazione di un Cerchio Sacro, invocazioni, evocazioni, inni, lavoro energetico) che non ha nulla a che fare con la magia da kit preconfezionato.
La partecipazione alla Ruota dell’Anno è un impegno costante a vivere in armonia con i cicli naturali.
La mercificazione e il danno, rispetto alla legittimazione pubblica
Il cuore della mia analisi è che, a mio parere, la commercializzazione in un qualche modo superficiale della Wicca e del mondo magico-esoterico danneggi irreparabilmente la legittimità e la percezione pubblica di questo contesto così ricco, valido e serio.
Il proliferare di servizi che promettono “amore eterno in sette giorni” o “ricchezza istantanea” non solo sfrutta la disperazione, ma rafforza l’idea che l’esoterismo sia una forma di superstizione ingenua o di intrattenimento da circo. Questo ha conseguenze pratiche:
1. rallentamento/ostruzione al riconoscimento: negli ambienti secolari, la battaglia per il riconoscimento della Wicca come religione legittima (con diritti come il matrimonio, l’assistenza spirituale in ospedale/carcere) è resa più difficile quando l’immagine dominante è quella di truffatori di basso livello.
2. improprio sfruttamento dei “creduloni” e loro alienazione da percorsi più seri: i praticanti consapevoli hanno la responsabilità etica di proteggere gli inesperti. La mercificazione, al contrario, sfrutta la credulità per un guadagno immediato, creando un ciclo di delusione che aliena potenziali cercatori spirituali dalla ricerca autentica.
Viviamo nell’era del “tutto e subito”. La spiritualità commerciale si adatta perfettamente a questo modello: offre il fast food spirituale.
La Wicca, come percorso di empowerment e sviluppo spirituale, si basa sulla premessa che ogni individuo ha il potenziale di connettersi direttamente con il Divino e di plasmare la propria realtà attraverso l’autodisciplina e la Volontà. La vendita di oroscopi e portafortuna mina questa premessa, trasformando l’adepto da agente attivo del proprio destino a consumatore passivo di un prodotto magico fasullo.

Difendere la serietà: come reagire alla mercificazione
Difendere la serietà della Wicca non è un esercizio di snobismo spirituale, ma un atto di integrità religiosa e morale. Richiede un impegno su più fronti.
Il vero potere della Wicca, specialmente nelle sue tradizioni iniziatiche, risiede nella trasmissione diretta. Questo modello filtra l’informazione, in altre parole assicura che la conoscenza (spesso non scritta o “segreta”) sia trasmessa correttamente e in modo responsabile; inoltre, richiede impegno in quanto l’iniziata/o è vincolata/o dal dovere e dalla lealtà alla Congrega e alla tradizione, garantendo dunque serietà. In tal modo, è il modello che va a contrastare la banalizzazione che vorrebbe applicare il mondo moderno e contemporaneo a questo cammino così profondo; la complessità e la sacralità dell’esperienza iniziatica sono intrinsecamente difficili da mercificare in modo efficace. I praticanti seri dovrebbero forse enfatizzare maggiormente l’importanza del lavoro di gruppo strutturato e del mentoring personale come antidoti al solipsismo e alla superficialità dell’esoterismo self-service.
Etica del prezzo e del Servizio
Se è legittimo che un insegnante o un guaritore riceva un compenso equo per il proprio tempo, è essenziale che questo compenso sia chiaramente separato dalla “vendita di magia”.
Si paga per il tempo di insegnamento, per l’energia spesa nell’assistenza spirituale, o per la preparazione di un rito complesso, non per la “garanzia” di un risultato magico.
Un vero Sacerdote o Sacerdotessa dirà chiaramente che il lavoro magico richiede la partecipazione attiva e la responsabilità del richiedente. Non prometterà l’impossibile. Un professionista serio non si abbasserà mai a vendere “malocchi” o “legamenti d’amore” con un approccio eticamente e magicamente irresponsabile.
Le tradizioni serie spesso prevedono che l’aiuto spirituale urgente venga offerto gratuitamente, in linea con l’etica religiosa.
Si rende necessario un lavoro costante per educare il pubblico sulla differenza tra la religione Wicca (strutturata, etica, etc.) e la magia popolare commerciale (superficiale, speculativa, spesso non etica). Questo include l’uso di piattaforme accademiche, la stesura di testi chiari e accessibili e l’impegno in un dialogo aperto con i media, per sostituire l’immagine stereotipata del “ciarlatano” con quella del “ministro di culto” o dello “studioso della natura”.
LA MIA ESPERIENZA
Negli ultimi dieci anni posso dire di aver assistito a diverse vicende in cui, col passare del tempo, anche nella persona più pura, più motivata e devota, il lato più profano, più grettamente umano, andava a sostituire sempre più quello che all’inizio era stato vissuto come più autentico e spirituale, quel lato che aveva spinto la persona ad approcciarsi alla Wicca per la prima volta,
quel guardare ogni cosa con una sana innocenza nella consapevolezza che fosse la connessione tra natura e divino ad essere il perno centrale di tutto; e così, ancor più dopo l’iniziazione, ho visto persone rientrare in quei meccanismi dai quali prima, in qualche modo, si era voluti fuggire; meccanismi dove il preoccuparsi del proselitismo, mascherato da un superficiale concetto di “servizio”, diventava lo scopo di tutto, dove il rituale non era più un mezzo di indagine verso se stessi e le divinità, ma un ansia costante da palcoscenico.
In questo modo quella iniziazione diveniva, per così dire, una “de-iniziazione”, una sorta di percorso inverso dove si è partiti dalla genuinità e dall’entusiasmo della prima lezione di formazione wiccan, per tornare infine agli schemi, alle azioni, alle ansie della vita profana, della società…e, a quei pochi che, ad un certo punto, si rendevano conto di questo, mi ritrovavo sempre a dare lo stesso consiglio (richiesto): “Sospendi tutto: ritorna per un po’ a fare le piccole cose che ti hanno ispirato e spinto verso questo cammino. Siano esse delle semplici passeggiate nei boschi, delle meditazioni in riva al mare, delle scampagnate tra fiori profumati: torna all’origine e, quando avverti nuovamente quelle sensazioni di un tempo, chiedi consiglio a te stesso e alle divinità sul da farsi”.
Per questi motivi le parti forse meno iniziatiche di me, nonché la rabbia e l’amarezza, riemergono quando vedo che tutto, o quasi, diviene mezzo per cercare seguaci e fondi utili a sostenere realtà assolutamente non necessarie.
Per questo motivo penso che forse, chi ancora crede in questo, debba intraprendere una battaglia contro la mercificazione della spiritualità, una battaglia per l’integrità del percorso interiore.
Sappiamo che la Wicca non è un hobby esotico, né un tentativo disperato di aggirare le leggi della fisica o dell’etica con una formula magica comprata su internet.
Come è stato detto all’inizio, è un percorso che richiede studio, dedizione e rispetto. La serietà di un cammino spirituale si misura dalla sua capacità di trasformare l’individuo dall’interno, non dalla quantità di gadget magici che è possibile acquistare, o dalla promessa di soluzioni istantanee, o ancora dal numero di adepti selezionati senza criterio, tanto da creare un assurdo andirivieni che potrebbe rendere una barzelletta il concetto di “iniziazione wiccan”, oltre che a causare una enorme fuga di materiale iniziatico.
Difendere la serietà della Wicca significa rifiutare questa mercificazione e superficialità che ne compromette la legittimità e la riduce a un banale passatempo pseudo-esoterico. Significa elevare il culto, i/le suoi/e Ministri/e e valori al livello di ogni altra religione rispettata, ricordando a tutti, praticanti e osservatori, che la vera magia risiede nella sacralità del cambiamento interiore e dell’armonia con tutto quello che ci circonda, un cammino che non ha prezzo e non può essere comprato.
La vera iniziazione è un patto sacro con le Forze Divine e con sé stessi; un corso cattura-adepti o un oroscopo generico a pochi spicci, sono solo transazioni commerciali che offuscano la luce della Dea e del Dio.
Dobbiamo riaffermare il valore e la serietà dei Misteri e so che, se vi riconoscete in questo, lo farete e lo faremo ancora: assieme.
Kòsmios Elai