Oggi mi è stato fatto un dono molto gradito: Rami di salvia che la cuoca del nido dove lavoro, aveva potato dalla pianta madre nel cortile. Subito ho pensato che finalmente potevo rimpinguare la scorta di smudge stick, per le purificazioni, che ormai sono finiti.
Cos’è un smudge stick? Ora ve lo racconto
Lo smudge stick è un mazzetto d’erbe essicate che viene usato come incenso. Usati nei rituali di purificazione (persone o ambienti non fa differenza) possono essere composti o da singole erbe o da un loro mix.
Provengono dalla tradizione dei nativi americani ed io li ho conosciuti ed ho imparato ad apprezzarli proprio con una signora che seguiva la spiritualità dei Lakota, il Sentiero Rosso.
Lei preparava gli smudge con i rami di Tuja. Li legava con un filo rosso e, una volta ben seccati, li accendeva e bruciava per ripulire casa da negatività varie. Altro uso che ne faceva era durante i Cerchi Sacri in cui lei, portatrice di Pipa Sacra (Chanupa) faceva girare la Pipa ritualmente.
Sono passati più di trent’anni da quelle cerimonie a cui assistevo ma ancora oggi utilizzo lo smudge stick di tuja per purificare casa. Negli anni e con il sopraggiungere di nuove conoscenze, mi sono avventurata nel creare smudge sticks di erbe varie mescolandoli fra loro in modo da ottenere ed esaltare le proprietà delle piante.
Oltre alla tuja (purificazione e protezione), oggi uso smudge di solo salvia o misti salvia e rosmarino (purificazione e/o guarigione).
Come buona parte delle cose potete trovarli già pronti ma hanno prezzi che io considero un vero furto per otto/dieci rami di piante varie. Ricordo che in un negozio di articoli esoterici mi chiesero 25 euro per un mazzetto di salvia secca.
Naturalmente non lo comprai ed attesi giungesse il momento per raccogliere e far seccare il mio personale smudge. La New Age ha avuto tanti pregi ma pure il “difetto” di spargere approfittatori ovunque vendendo letteralmente erba secca a prezzi degni dell’oro.
Se intendete provare ad usare questi comodi mazzetti per purificare vi lascio alcune “regolette” che semplificano la loro creazione ed il loro consumo.
1) decidete lo scopo e raccogliete le erbe adatte. Ideale sarebbe nel loro tempo balsamico.
2) i rametti devono avere una lunghezza di circa 15/20 cm e devono essere posizionati tutti nella stessa direzione (la base più legnosa tutta da una parte, quella più leggera ed aerea dall’altra)
3) Vanno legati “a spirale” ovvero si fanno alcuni giri di filo alla base e si sale a spirale. Altri giri sulla sommità e poi si ridiscende a spirale sino alla base del mazzetto.
4) Vanno legati con filo naturale non troppo spesso. Io uso il filo da cucire in cotone.
Nei negozi e su internet si vedono legati con fili dai colori più disparati, tendenzialmente bianchi, ma a me venne insegnato ad usare il filo rosso e tale tradizione io mantengo.
5) Terminata la composizione si appendono in luogo riparato da pioggia e sole battente e si lasciano seccare. Una volta secchi si possono conservare in una scatola fino al momento dell’utilizzo.
Gli smudge stick posso venir bruciati in due modi: o sui carboncini (metodo che non amo particolarmente) oppure dando fuoco all’estremità più leggera ed aerea e poi spegnendo la fiamma. Le erbe ardenti continueranno a bruciare piano piano facendo fumo. Quel fumo va usato per fumigare persone ed ambienti usando la mano per spingere il fumo sulle persone/cose oppure usando una piuma.
Io, da brava nostalgica, utilizzo ancora l’alabone (per raccogliere la cenere e piccoli pezzi incandescenti) e l’ala di corvo che mi venne regalato con il mio primo smudge di tuja.