Primavera

E camminando
e camminando…
Sta arrivando,
sta arrivando…
Vestita di bianco ,
con minuscoli fiori intrappolati nella trama del tessuto leggero,
talmente leggero che si solleva, rivelando lunghe e snelle gambe
E’ giovane ed è bellissima…
Bionda,
come i futuri campi di grano maturo,
con occhi color delle nocciole d’autunno
Le brillano gli occhi
e sta arrivando.
Danza la fanciulla,
appoggiando minuscoli piedi nudi sull’erba verde
e dove solleva il piede, l’orma si riempie di pratoline…
E questo piede affusolato
con piccole unghie smaltate che l’erba omaggia, piegandosi morbida sotto di lei.
Un piede che danza nel girotondo gioioso
Ride la fanciulla…
Ride perché è nuovamente libera
Ride perché il sole le bacia il viso, ovale perfetto,
Ride perché il frizzantino vento primaverile,
Zeffiro, è uscito dalla caverna e gioca con i suoi capelli…
Lei è portatrice di nuova vita,
di gioia
di infantile gaiezza senza pensieri
di promesse mormorate a fior di labbra.
Lei ho incontrato…
Ed io, matura e madre
non ho potuto far altro che unirmi a Lei nella eterna danza della Vita,
contagiata dalla sua voglia di esistere.
Ho sollevato le mie braccia e con Lei e Zeffiro ho danzato.
Ho permesso al Vento dell’Ovest di spettinarmi e di sollevarmi la gonna.
Gli ho permesso di rubarmi le lacrime e di accarezzarmi il volto.
E Lui mi ha sommerso di profumi
delicati e garbati,
una promessa di ciò che verrà…
E tutt’attorno è un’esplosione di colori.
E profumi.
E dolcezza infinita.
Omaggio la primula,
certa della sua venuta
e della sua eterna promessa di Primavera.
E mi sovvengono alla mente le migliaia di primule prima di questa.
Primule che annunciavano sfacciate i primi tepori.
Primule che sono state donate da poeti lontani.
Primule nascoste in mondi altrove…


La fanciulla si allontana tenendosi per mano con il Vento di Ponente
Lasciano dietro loro, erba profumata dai colori vividi…