L’Avvelenata

(di Luca Ariesignis Siliprandi)

Foto tratta da Instagram, dove le streghe sono necessariamente bellissime, con capelli perfetti e ghirlande fiorite… quasi sempre ritratte da sole. Sono andate all’università della vita, loro, hanno fatto tutto da se, senza corsi o altro. Non sanno cosa sia la Wicca ma ne parlano ostentando grande competenza, spesso criticando, con la verve di chi “è andato oltre” ma il rituale più complesso che abbiano mai fatto prevedeva una candela e due amichette recitando qualcosa tratto da S.Cunningham.

Sarà che hanno ricevuto tutto dalla bisnonna “che ci aveva il potere”, beate loro.

Ma no, non ci si fa strega da se. Nemmeno con mille foto di altari, candele e ossa, nemmeno con mille cristalli, erbe e strumenti. Puoi pure sparpagliare tarocchi sul tavolo, fatti pure qualche selfie ad un  evento pseudo stregonesco tenendo in mano un finto ametista montato su un pendolino (comprato su Wish e rivendutoti al triplo del costo), ma non basta.

Per diventare strega o, comunque, per superarsi in un cammino di ricerca personale, serve un intera comunità e, mai come in quest’ultimo periodo mi sto rendendo conto della ricchezza che la nostra (la comunità Wicca nel senso Tradizionale del termine) ha costruito nel tempo in termini di competenze, rapporti ed iniziative. Sono l’ultimo degli ultimi, e mi sono in un qualche modo accodato ad un pregresso importante, un pregresso che so essere stato costruito a fronte di enormi sacrifici personali e comunitari…

SPOILER: se non volete subirvi il ‘pippone’ e la reprimenda su alcune cose che davvero mi fanno impazzire, saltate questa prima parte e proseguite da dopo l’immagine nell’intermezzo.

————————————INIZIO REPRIMENDA——————————-

Sì, esistono mille mila pagine Facebook che parlano di Stregoneria e altrettante di Wicca (spesso mischiando inopinatamente le cose) e sono ahimè, spessissimo, luoghi dove lo zoppo spiega al cieco e viceversa. Oramai, sopraffatti dalla superficialità imperante e dal ‘fai come ti senti’, quasi tutti gli iniziati italiani (Wicca, ma non solo) si sono ormai radunati in un unica pagina Wicca Oggi, dove nonostante tutto, nonostante la buona volontà, ore ed ore spese a rispondere e ridire un po’ sempre le stesse cose (che la gggente vuole scoprire i segreti della magia ma non è in grado di fare un ‘cerca/trova’ o di leggere un libro), se appena si fa notare una qualche scemenza si è pure tacciati di arroganza (guai a dire al somaro che ha le orecchie lunghe!).

C’è pure chi pensa che una pagina Facebook o, comunque, il mondo online, possa essere rappresentativo di una Comunità. No, la Comunità neo-pagana Wicca è fatta certo di Social, tanti messaggi Whatsapp (o simili) e tante telefonate, ma soprattutto di rapporti faccia a faccia, di sforzi reciproci per incontrarsi e collaborare a quello crediamo un bene comune.

Siamo ormai in tanti, tante tantissime persone, che si impegnano quotidianamente facendo del proprio meglio per informare e formare, proponendo gruppi di studio, incontri, corsi,  eventi, convegni, conferenze. E lo facciamo perdendoci spesso soldi (sì, esatto, lo sapevate?) e tutto questo anche se qualcuno si lamenta che, pensa un po’ tu, si chiedano quote d’iscrizione…

Lo sanno che le location, le sale, non te le regalano così come mille altre cose? Però tu, dicono, dovresti non badarci, che tanto vivi d’aria respirando luce… Vedete, anche se iniziati, anche se camminiamo da tanto, siamo esseri umani pure noi e le bollette per pagare lo spazio in cui avete fatto il corso, ci tocca pagarle comunque.

Eppure continuiamo, andiamo avanti, giorno dopo giorno. Ieri, ad esempio, stavo guardando il calendario dovendo incrociare impegni fino a settembre… non sapendo quante sere o week-end liberi avrò per vivere la mia personalissima vita assieme alla mia compagna. Non pensiate sia uno sfogo, anzi, sono felicissimo di quel che faccio, ma alle volte ho la sensazione che le persone non comprendano quanto impegno e sacrificio sia messo in quello che facciamo. Tutti chiedono, tutti domandano, ok, sta nel ruolo delle parti, ma cercate di apprezzare davvero la ricchezza di quel che avete davanti.

I più vedono solo un corso, un evento, un gruppo di studio e ignorano le giornate a progettare, a prenotare treni e coincidenze, a fare slide Powerpoint quasi gratis causa perché, sì, ci si crede, si pensa di poter essere utili.

Come dicevo QUI, noi non saremo mai ‘parroci’, se vi aspettate questo, andate in canonica: vi accoglieranno a braccia aperte.

Voi, invece, vi siete mai posti il problema di cosa possiate dare in cambio?

————————————-FINE REPRIMENDA——————————–

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Quando chiedete informazioni, vi siete prima poste/i la briga di cercarle da voi stesse/i e di perdere qualche minuto a leggere? Come cercatrici e cercatori interessati ad un cammino iniziatico, quale credibilità pensate di avere se non riuscite a trovare cinque minuti per leggere un sito o un articolo?

Quando chiedete suggerimenti per un libro, poi lo leggete? Alle volte ho il dubbio…

Certo, è molto più facile vendere o comprare ciondoli in pasta di fimo sul mercatino della strega, lo so, ma abbiate almeno la decenza di essere oneste/i con voi stesse/i: non state combinando una beneamata mazza di nulla.

Davvero volete appressarvi alla stregoneria nella sua accezione neo-pagana? Davvero davvero davvero? O semplicemente vi piace crederlo, come in un novello gioco riproposto in età adulta del “facciamo finta che”?

Volete fare l’esperienza di danzare sotto la Luna chiamando nel cerchio una divinità? (Sul serio? Davvero eh! Mica per gioco! Lo volete? Sì?)

Bene, avete mai pensato che per costruire un cerchio servono più persone? Magari donne e uomini che lo hanno fatto prima di voi, molto prima di voi? Non credete possano darvi o passare qualcosa che, semplicemente, per mera esperienza acquisita, impieghereste anni a ritrovare? Si?

Ecco, se così vi pare, esiste una comunità portatrice di un tesoro costituito di esperienze incredibili, che aspetta solo di essere conosciuta: basta chiedere, impegnarsi personalmente un minimo, magari pazientare un poco, e poi misurarcisi.

Altrimenti, scusate, ma perlomeno evitateci discorsi su cosa dovremmo fare e come dovremmo essere.

Vi lascio con una canzone che adoro pur non amando moltissimo l’autore… credo descriva bene come ci sentiamo in certi casi.