RIFLESSIONE SUL TRILUME E LA LUCE              

Doveroso fare una premessa…
E’ di questi giorni l’elevazione di grado del mio compagno, Paolo. Un grado importante dice lui, ma io sono fermamente convinta che ogni elevazione, ogni grado lo sia.
Ogni grado è importante e determinante per la nostra elevazione spirituale, il Cammino che mai termina ed è in continuo divenire.
Ma parto proprio da questo evento per condividere, anche con voi, le nostre riflessioni sul lavoro che lui ed io facciamo assieme.
Lui in tantissimi Ordini di cui non ricordo neppure il 30% io che ho dedicato la mia vita agli Dèi, alla Wicca e solo recentemente alla Massoneria ed al Martinismo. Oltretutto se la Massoneria è stata una mia richiesta, il Martinismo è stato un “suggerimento “ degli Dèi. Nel senso che feci una meditazione particolarmente profonda, seguendo la cosmogonia del Tempio di Callaighe  ed usando quella Mappa ed i  Reami  che la compongono, per come mi era stata insegnata.
In uno dei Reami e dal ritorno da esso, ricevetti degli oggetti di cui, confesso, non capì cosa significassero. 
Mi limitai a prenderne atto, affidandomi ancora una volta al Divino. Certa che, se doveva essere, il significato si sarebbe fatto strada sino a me.
La cosa buffa fu che in quel Reame mi apparvero esseri divini che non c’entravano nulla gli uni con gli altri. Pantheon greco-romano che si mescolavano con personaggi giudaico – cristiani e persino Guardiani dei Reami degli Elementi che avevano la loro da dire…
Mi confrontai con Sacerdoti e Sacerdotesse Wiccan, mi confrontai con Streghe cristiane, mi confrontai con maghi Caoti ma nessuno aveva la giusta Chiave di lettura. O meglio… Ognuno ne dava lettura secondo la chiave che aveva ma sentivo che non era corretta o quanto meno non mi “risuonava” .
La Chiave in realtà era molto più vicina a me di quanto non immaginassi.
Raccontai la visione avuta in meditazione al mio compagno. Mi ascoltò con attenzione ed il suo unico commento fu: “ Hai visto dei simboli importanti. Te ne manca uno. Torna nel Reame e se ti arriva anche quel simbolo, ti inizio al Martinismo”.
Interessante se solo avessi saputo cos’era ‘sto Martinismo…
Beh il fatto che io oggi sia qui, dimostra che il simbolo mancante, lo trovai e venni iniziata. Mi emozionai tantissimo durante l’iniziazione perché ogni oggetto-simbolo venne usato e/o disposto sull’altare esattamente come avevo visto in meditazione.
Tempo dopo, scrivemmo a quattro mani un rituale meraviglioso. Un misto di Martinismo/Rosacrucianesimo e Wicca/Stregoneria. Una disposizione stregonesca ma che era comune al Martinismo. Marche, ovvero oggetti che rappresentano l’Elemento stesso, che allestivano  Altari Minori e che seguivano un’evoluzione della Marca stessa. 
Io scelsi gli oggetti attingendo dal mio Occultum, Paolo condivise le invocazioni agli Spiriti Elementali riportati negli scritti di Brunelli…. Con quanto stupore appresi che erano gli stessi Spiriti Elementali che usavo in stregoneria: Gnomi, Silfidi, Ondine e Salamandre….
Non voglio addentrarmi nel rituale. L’intenzione non è certo quella di autoincensarmi o farmi lodare…
Ma su una cosa voglio soffermarmi.
Condividere con voi un pensiero che, ancora una volta, mi conferma che se apri la mente (od il compasso) tutto e tutti parliamo delle stesse cose usando solo idiomi (o Chiavi) diverse.
Spesso cito Simmaco proprio a sostenere che non importa come lo chiami ma la nostra Fonte Primaria del Divino o dell’Energia è uguale per tutti.
Simmaco, di cui riporto la frase anche nella prima pagina del Sacramentario, dice: “È giusto credere in un unico essere, quale che sia. Osserviamo gli stessi astri, ci è comune il cielo, ci circonda il medesimo universo: cosa importa se ciascuno cerca la verità a suo modo? Non c’è una sola strada per raggiungere un mistero così grande».
Quando venni iniziata, durante il rito il mio S:I:L:I: disse: “Come una sola ed unica luce emana da tre lumi differenti, così pure una sola e unica Verità emana da sorgenti differenti e apparentemente opposte”.
Tre sono i Lumi eppure la Luce è Una.
Tante sono le Vie ma la Meta è Una.
Ricordo di aver letto che anche Louis Claude De Saint Martin si pronuncia nello stesso modo. Non ricordo le parole esatte ma il succo era: “ è  possibile che ognuno su questa materia possa aver attinto dalla Sorgente, ma che tutti si esprimano differentemente. L’unico modo per superare il linguaggio è quello di considerare i princìpi; lo Spirito è lì, e lì, dunque, vi sono tutti gli strumenti per correggersi”
Quindi andiamo oltre il linguaggio, andiamo oltre i culti, andiamo oltre il becero bigottismo e lasciamo che a fare i baciapile siano altri. Consideriamo i Principi, consideriamo i Simboli, consideriamo il Divino per quello che è: Energia che discende e tutto permea e crea.
E allora guardo quel Trilume sull’Altare… Tre differenti candele, tre luci diverse eppure un chiarore unico. Tante strade, tante teste, tante esperienze ma chi percorre una via spirituale alla fine riconosce nelle esperienze e nei discorsi degli altri Iniziati le stesse conoscenze, le stesse prove.
Ricordiamocelo la prossima volta che ascoltiamo un Fratello.
Non sono migliore o peggiore di te.
Non sono più spirituale o più esoterico o più chissà cosa…
Sono semplicemente su un’altra Via e, se vuoi, per questo tratto di Strada che percorriamo assieme, possiamo tenerci per mano ed aiutarci a vicenda.             

    Rhea Materlunae

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