Proserpina

Ed ecco che io ti chiamo ed invoco la tua presenza
E chiedo al tuo amato di lasciarti tornare, anche solo per pochi mesi, presso di noi.
Perchè l’Amore è fatto di mille particolari, anche quello del lasciar liberi di andare e tornare.
Chiedo che tu mi ami, che tu ami la Terra su cui poggio i piedi.
Ti chiedo di tornare perché quest’aria gelida non mi appartiene
e non mi fa rifiorire alla Vita.
Chiamo il tuo nome Proserpina, ti chiamo ancora ed ancora…
Son fiduciosa, come solo una donna innamorata sa essere.
Priva di protezioni e di schermature,
senza corazza né armi,
mi affido a Te.
Torna ti prego,
Tua madre ti attende…
La Terra ti attende…
L’umanità ti attende…
I bulbi dei fiori, addormentati sotto il gelido manto bianco, aspettano il tuo segnale per iniziare la corsa verso il cielo; e gli animali attendono un tuo cenno per riprendere l’eterna danza della Vita.
Torna mia dolce fanciulla dagli occhi di carbone.
Mangiasti il melograno che aiutò Ade a conquistare il tuo cuore.
Quale altro frutto posso offrirti altrettanto dolce, rosso e succoso affinché ti convinca che anche fra i mortali è piacevole stare?
Le mie mani sono vuote ma il mio cuore è pieno di speranza…
E questo io ti offro.
Ti offro la mia speranza per il futuro,
la mia gioia del presente,
l’amara realtà del mio passato.
Ti offro la mia devozione,
la mia venerazione di mortale,
la mia fierezza di donna,
il mio orgoglio di Sacerdotessa.
Ti offro luce, tu che la Luce fai tornare,
fragranze antiche, che il tuo animo femminile sa gradire
Suoni di cimbali, per farti danzare
e mani carezzevoli per adorare e compiacere la tua pelle.
Perché l’Amore ha molti volti e quello che ti offro è sicuramente degno di tal nome.