Marte in Ariete, ovvero tre argomenti su cui potrei uccidere

(di Luca Ariesignis Siliprandi)

E’ un mondo difficile, felicità a momenti e un futuro incerto (CIT. Me cago en el amor). Perché dopo attimi di grande gioia in congrega avuti di recente, mi guardo attorno e mi cadono le braccia; mi succede quasi ogni 2-3 giorni, ma tendenzialmente ci ho fatto l’abitudine. O quasi.

Proprio mi assale un non so che di tristezza, rabbia, amarezza e noia che, “agitate” assieme (non “mescolate”! -Shaken, not stirred!-) mi alimentano un istinto omicida assoluto.

Sarà Marte in Ariete e questa complessa situazione astrologica, sarà che sono proprio un rompipalle io, ma stamane mentre bevevo il caffè prima di andare al lavoro, ho incrociato sui social una serie di cose che, Dèi scansatevi, mi hanno fatto inviperire. Riassumendo, sono tre e sono le seguenti contrassegnate con il titolone e il numero a sinistra…


1. Streghe si nasce

Se Streghe si nasce, siamo a posto così, giusto? Questa cosa dello “streghe si nasce”mi stronca. Sempre. Perché o ci sei o ci fai. Davvero, non puoi crederlo se solo ti funzionano due neuroni in fila. Provo a spiegarla in modo semplice.

Immaginate di leggere una cosa del genere: “Hai mai sentito dentro di te l’attrazione per la moda? Per i vestiti, il loro taglio e come questo può vestire un corpo? Ti pare di intuire il trend della società rispetto a costumi, tendenze e colori? Allora molto probabilmente sei una stilista! Perché stiliste si nasce, non le si diventa!”.

Che molte stiliste e stilisti di fama abbiano senz’altro doti che possono aver avvertito fin da giovanissimi, non è senz’altro cosa sufficiente; per diventare tali, si sono fatti un mazzo così: hanno commesso errori, faticato, studiato, sono andati a fare gavetta da altri. Credo sarete tutti d’accordo, giusto?

Adesso leggiamo questa affermazione su argomento differente (il nostro, ossia la Stregoneria), ma assolutamente identico come logica: “Hai mai sentito dentro di te attrazione per l’argomento stregoneria? Per il mistero e la Magia? Senti in modo particolare alcune cose? Allora molto probabilmente sei una Strega! Perché Streghe si nasce, non le si diventa!”.

Ecco, lo dico a quelle/i che “Streghe si nasce”, scusate, ma evidentemente è più facile nascere idiote/i. Mi spiace, ma non credo faccia bene a nessuno lasciare ad Ego ipertrofici certi vaniloqui senza alcun commento di risposta.

Che poi, non si sa perché, ma tutte queste streghe e stregoni si trovano solo sui social, perché nella vita reale, credetemi, se ne incontrano davvero pochi.

Tutti figh* su internet, che “ci hanno la nonna strega“, poi non sanno mettere in piedi un cerchio neanche sotto minaccia di morte; però, spammano su ogni pagina, andando dalla spiegazione di un arcano maggiore a quella di un cristallo o di un’erba (spiegazione ovviamente costruita tramite copia-incolla di altri loro consimili). I presunti esperti sono peggio della peste, basta loro darsi un tono e un’importanza affinché -fra chi non conosce l’argomento- possano sentirsi su un piedistallo. Si possono smascherare facilmente, ma questo importa e basta a loro. Peraltro, premesso che trovo odiosa la necessità di fare graduatorie con i percorsi altrui, ho sempre creduto che sia meglio essere l’ultimo dei primi, che il primo fra gli ultimi… ma ciascuno sceglie da sé, così, funziona secondo la necessità di queste persone: primeggiare, non importa se sul nulla. Se ne incontrano a bizzeffe. Purtroppo sono presenti anche fra persone preparate almeno un minimo, a loro interessa la “corte” di adoratori, non camminare o dare aiuti a chi cammina assieme a loro (per questi suggerisco un incantesimo QUI).

Chi non vuole essere così, chi cerca sinceramente, che studia e fa, che scava confrontandosi anche con le proprie insicurezze e paure, con gli “irrisolti interiori” che ognuno di noi ha, con la propria ombra, dico a voi: forse davvero siete ‘nati’ Streghe e Stregoni.

Non loro. Non questi personaggi.

Barcollanti su una sostanziale incapacità di confrontarsi con gli altri e reggerne il peso, si mettono addirittura a spiegare quel che nemmeno sanno. L’ultimo che mi è capitato, ad esempio, tirava un pippone a tutti sull’importanza di “evocare gli elementi” nella Magia naturale (dicendo pure quanto richiedesse studio -cosa che evidentemente non l’ha toccato-) e proponendo assegnazione degli stessi [elementi] ai vertici del pentagramma fuori da ogni logica o tradizione magica conosciuta. Robe che in un gruppo di studio sono imparate al primo incontro del primo anno. Ma loro no, loro, sono nate Streghe, hai poco da argomentare al riguardo, loro lo sentono…

Se volete essere Streghe e Stregoni, per quanto possiate essere o meno dotati alla nascita, dovrete praticare e STUDIARE

Eh sì, anche studiare. Lo so che è più facile accendere 4 candeline (più o meno a caso), bruciare un incenso e farne una foto bellina da condividere, ma se volete passare oltre, non basta. Mi rivolgo a voi, a voi che non volete fermarvi a questo. Gli altri si elimineranno da sé, fra qualche mese, fra qualche anno, non ne sentirete più parlare, faranno e troveranno altro di più consono ad età e vissuti per alimentare il proprio bisogno di sentirsi speciali e importanti. Se sapessero di cosa parlo, non avrebbero tutta questa ansia di esserlo.

Mi rivolgo a voi, dicevo, che volete di più dell’auto celebrazione, dell’illusione di essere qualcosa che non siete. Perché NO, repetita iuvant, Streghe non si nasce: si diventa. E non sto parlando solo della Wicca, che richiede un percorso iniziatico interno ad una congrega, sto parlando in generale di stregoneria e, allargando ancora, anche di neo-paganesimo. Alcune cose sono da imparare con fatica, specie in un cammino solitario ed eclettico. Non basta andare seguendo l’istinto.

Facciamo un esempio come all’inizio di questo articolo: “Ho preparato della trota al forno usando del manzo lessato”.

Siamo senz’altro d’accordo che la cucina è una forma d’arte e che, come tale, accetta novità, modifiche, inventiva e intuito nelle dosi anche uscendo dalle ricette tradizionali, ma concorderete che la trota al forno, non la puoi fare con del bollito, giusto?

Ora, perché mai dovrebbe essere più accettabile che riguardo alla Magia & Stregoneria si debbano leggere cose simili a, dico ad esempio esagerando: “Ho fatto un rito di guarigione con una candela color oro in luna piena invocando Marte, bruciando assafetida e recitando 3 Ave Maria”?  (e non azzardatevi a fare notare che, no, non va bene, perché sarete -nella migliore dell’ipotesi- dei saputelli e, comunque, “io ho sentito così, cosa puoi saperne tu, non mi conosci“).

Potreste avere anche tutti i patentini e gli attestati immaginabili, ma se è questo quel che conta per voi, se bastano due candeline messe a “sentimento”: voi non siete per nulla Streghe; e non perché io o qualcun altro vi voglia privare di tale “titolo” (che già l’idea mi fa orrore), semplicemente, siete voi a volervi attribuire un percorso che non possedete. la verità, quello che vi rode, è che vorreste un’approvazione, un riconoscimento generale che non avrete: da nessuno, se non da qualcun altro come voi. Non solo, nella vostra ignoranza che in modo incontinente ostentate -senza esserne del tutto consapevoli, ma con il segreto timore di essere scoperti-  spalmate tale inconsistenza in modo ignominioso su argomenti e percorsi dove c’è gente che ci spende quasi la vita intera, giorno e notte. Sappiate che vi è chi vi scopre, ogni volta. Sapeste che figuracce fate, smettereste oggi stesso.

Ma io, noi, ci rivolgiamo a “degli altri Voi”, a persone assolutamente differenti.

Non vi è Magia se non lavorando su se stessi

Solo chi senta l’impulso profondo di mettersi in discussione e superarsi può essere Strega. Dove, per superarsi, intendo la capacità di mettersi in discussione, di seguire quel “sentire la Magia” e di applicarvisi con tenacia, anche andando oltre o addirittura rimettendoci in termini di riconoscimento da parte di un gruppo (con quanto sia bello e importante possa essere questo’ultimo). Tutto quanto sopra, per tanto che strano possa sembrare, fa il paio con un’altra questione che vedo strisciare nelle ombre di tanti: sei quel che appari, non importa cosa ci sia alle tue spalle. E introduciamo così il punto successivo, portate pazienza.

Si diceva, tanto ti basta “nascere strega”, no? Che spesso pare si riassuma nell’essere fighe e mettere due foto in una bella location nel bosco. Poi, che si sappia davvero qualcosa, che si abbia anche solo il minimo di esperienza pratica, dal sapere che le candele all’aperto si spengono ogni due secondi al minimo soffiare d’aria, dal come accendere e condurre un fuoco oppure riconoscere un’erba, è secondario. Sentire la natura… poi “Oddei!!!! Che schifooooo un ragnooooo!” è un classico. Rimediano, queste persone, per lo più mettendo sull’altare un teschio di animale preso a caso (sicur* sia stato trovato in un bosco casualmente?), ci si aggiunge una bella linea nera sotto gli occhi -che non si sa mai-, un vestito gotico/medievale/vichingo e siamo a posto. Problema risolto. Sono nata strega, vedi come sono figa (e su tale questione di genere, parleremo a breve).

2. Strega/one è chi strega/ne fa, non si bara

In un mondo che vorrebbe sia tutto solo estetica ed apparenza (perché quella possono in gran parte vendervela, l’esserlo: no), la Stregoneria in particolare è anarchica: se ne fotte altamente di quanto preferirebbe la gente e il mercato al riguardo. Questo argomento meriterebbe forse altri dodici articoli ma non vi tedierò di più rispetto quanto non stia facendo ora e seguirò a fare qui.

Tanto per dire, giusto qualche week-end, fa ho avuto modo di approfondire la conoscenza con una “Strega” (uomo -e sull’usare il femminile, ripeto, ci torneremo sopra-), che su questo ambito lavora incredibilmente bene. E’ una cosa fantistica, interessantissima. L’estetica e la bellezza sono valori che ci commuovono nella Natura che ci circonda… e non solo.

Non sono orpelli, non sono cosa “inutile” e “superficiale” a meno che non li si faccia divenire tali. Ciò detto, appunto, Magia & Stregoneria, come non potrebbero andare oltre all’apparenza immediata? Credete possano fermarsi a quella? Non se ne può più del cliché della Strega donna, che deve essere ovviamente femme fatale e fighissima, o dell’uomo che sì, può essere più bruttino (curioso, vero?), ma comunque “misterioso e maledetto”. 

La Stregoneria è -e probabilmente sarà- sempre estranea a schemi sociali predeterminati

Piantiamola una buona volta! Perché se proprio nel nostro ambiente sono questi gli stereotipi, davvero abbiamo un bel problema! Alcune delle migliori streghe che conosco non sono affatto delle silfidi diciottenni dai capelli rossi, ed alcuni dei migliori stregoni ch’io abbia mai conosciuto non hanno davvero nulla del portamento “maledetto” che tanto va di moda. Vi prego, uscite da queste idee di estetica, da questi modelli che vi vorrebbero belli belli in un modo assurdo.

Se lo siete, buon per voi. Se vi piacciono certi look, meraviglioso, usatene e godetene più che potete! Ma non pensiate che questo possa farvi Strega o Stregone più di quanto siate senza un vestito, ciondoli o altro. Anche l’atteggiarsi, mettersi pentacoli al collo, tatuarsi l’impossibile (che poi in giro si vedono pure cose prive di senso, ma lasciamo perdere -e lo dice uno tatuatissimo-), non vi farà muovere di un solo passo rispetto ai vostri obiettivi. Vi prego, concentratevi su quelli.

Non so voi, ma io non ho la minima intenzione di piegarmi a questa dittatura dell’apparire.

La Stregoneria contempla il rivendicare la propria unicità fatta, magari, anche di imperfezioni

Riconosco che ciascuno possa fare della propria immagine e del proprio corpo quel che preferisce, ci mancherebbe!

Altrettanto, rivendico il mio diritto di essere ora un quarantaduenne, con un poco di pancetta, che può fare il suo egregio lavoro anche in jeans e maglietta, senza vestiti gotici o medievali. Soprattutto, rivendico e reclamo che non sia quello il canone di giudizio sul mio lavoro, sul mio percorso e sulle mie capacità.

Rivendico e reclamo: non solo per me. Sia chiaro. Rivendico e reclamo per le ragazze ed i ragazzi che ho conosciuto lungo il cammino e che, stante i loro primi passi, si ritrovano spaesati in un mondo che, ancora una volta, li vorrebbe così e cosà. Rivendico e reclamo la Stregoneria di una meravigliosa strega di non so quanti chilogrammi, così come di uno stregone alto 1 metro e uno sputo. Sono Streghe e Stregoni che solo pochi di voi potranno mai essere.

Rivendico e reclamo, parimenti, che la bellezza di donne e uomini che seguano questa via non li svaluti con un “sì, ma sai, è bell*”. Figuratevi se possiamo farlo noi, avete presente quanto bella fosse Janet (e ancora la è) a 20 anni? Però, nonostante questo, diciamocelo, nell’immaginario collettivo, è più facile così. Forse.

Non lo so.

Però rivendico con orgoglio il mio essere parte della Stregoneria, che significa -anche- mandare a stendere l’apparenza senza sostanza di tante foto e post che vedo sui social, che continuano a ribadire stereotipi insensati, inculcati da una cultura dominante che vorrebbe incasellarci in cose a lei comode e riconoscibili… come fatine, elfi, streghe mangia uomini, maghi barbuti, stregoni lussuriosi etc.

No. Se lo possono scordare. Sopratutto possono scordarsi ch’io o altri si stia zitti al riguardo. Rideremo sempre di chi fa della stregoneria questo mercimonio narcisistico: lo sappiano, che si sentano scoperti nel loro bluff una volta per tutte.

Streghe, Stregoni e maghi si diventa e, con buona pace di chi dice il contrario, si è tali anche con le braghe della tuta ed un mozzicone di candela retto da un collo di bottiglia. Fidatevi, ho fatto la prova.

3. Il Sessismo in un senso e nell’altro

Viviamo in una società patriarcale e maschilista. Punto. A capo.

E’ uno stato di cose orribile, mi è doloroso quando penso alla mia compagna, alle mie sorelle e alle donne tutte. Quando alcune mi hanno detto “non mi fido a stare una notte nel bosco da sola”, purtroppo forse, devo dire che sì, dati di cronaca nera alla mano, ha ragione. Possibile che nel 2020 una donna non possa farsi gli affari suoi senza la paura di essere stuprata? Mi verrebbe da dire vengo io con te…ti proteggo io. Ti proteggo io cosa? Il punto, è che lei, tu, noi come società, dovremmo riconoscere il diritto a ciascuno di non sentirsi in una situazione di pericolo maggiore solo perché donna o, comunque, possibile oggetto di libido. Ecco, “oggetto”, è un termine che rende l’idea.

Al contempo, nella nostra piccola comunità, esiste pure -forse per resistenza e opposizione ad una situazione generale, che è un dato di fatto- anche una sorta di sessismo al contrario. Sostenibile, comprensibile, ma ciò non di meno non escludibile dall’essere discusso. Comunque, andiamo per gradi e vediamo un poco assieme.

Serve sempre una presenza maschile/femminile. Davvero?

Ma anche no, possiamo dircelo? Esistono misteri dell’uno e dell’altro sesso (inteso in tutte le sue sfumature e individuazioni di appartenenza possibili). Posto che la Wicca, in particolare, lavora su entrambe le polarità, possiamo dire belli tranquilli che ognuno dovrebbe poter trovare momenti per sé? Che alcune esperienze non sono sempre condivisibili in un senso e nell’altro?

(Prima di farvi una idea su quanto sto scrivendo, vi prego, leggete tutto il resto di questo “paragrafo)

Passiamo ora al lato assolutamente pratico e spiacevolmente contingente. Siamo in una società di merda con gente di merda? Sì.  E’ sicuro? Mmmmh, sì, teoricamente, ma non si sa mai… Allora, se richiesto, me ne starò eventualmente in disparte in caso di bisogno.

Dico in caso di bisogno anche perché, al netto di tante favolette, le donne, laddove lavorano in un esercito, spiccano per resistenza e competenza: anche se si trovassero davanti un uomo grosso il doppio, gli farebbero il culo a stelle e strisce.

Ma non tutte hanno l’addestramento e, più importante, è stato talmente tanto inculcato da questa società il “taci e subisci” da un uomo, che anche la più tosta -senza un addestramento- spesso rischia di bloccarsi. Così non me ne frega nulla di eventuali accuse rispetto ad un aderire a “stereotipi patriarcali machisti”: se tocchi una mia sorella io ti gonfio a sangue. Scusate, perché dovrei tacere quello che sento in ogni mia fibra? Perché love, love, love? Però, da questo al ridurmi ad una sorta di bestiolina controllata dal testosterone, comunque violento, comunque aggressivo, comunque potenziale stupratore, comunque insensibile a certe cose, penso ci si dovrebbe pensare due volte. Chi mi conosce lo sa e, comunque, come dicevo in preambolo, esistono anche misteri maschili (si parlava di maschile sacro QUI e QUI).

Bene ragazzi, ora che con un poco di sangue e stimolo al controllo del femminile vi sentite tutti gasati in difesa delle donne (che questo funziona sempre bene), potete evitare di volere essere per forza più furbi, più intelligenti, di saperne di più e, insomma, in buona sostanza, di considerarvi dei Maestri solo perché possessori di gonadi?

In ogni pagina Facebook, ad ogni domanda posta da donna (specie se carina), arriva sempre il “so tutto io, ti insegno io, ti metto sotto la mia ala”. Ma vaffanc… Non vi sopporto. Rendete ridicolo ogni senso di maschile sano esistente.

Se non faceste troppo pena, verrebbe quasi da ridere. Solo, purtroppo, alle volte siete pericolosi. Siete quelli che aspetterei nel bosco a qualche centinaio di metri di distanza, e lo faccio: perché so che siete troppo schifosi per poter godere di una partner che considerate vostra pari. Avete bisogno di schiacciare, di “rubare”, vi sentite così piccoli…

Agli uomini sani in difficoltà rispetto a questo lavoro domando, riuscite ad evitarlo?  Riuscite a controllare, per almeno qualche minuto, il vostro pipino nelle braghe e controllare questo aspetto? Possiamo farci -tutti- questo favore?

Altrimenti, davvero, più che Stregoni e Maghi, siete automobiline controllate da qualche ormone ed una manciata di altri neurotrasmettitori.

Siamo le Streghe che non avete bruciato, figlie di, nipoti di… insomma, quindi solo donne?

Questa idea della Stregoneria per linea matrilineare dobbiamo sorbircela ancora per molto? Mi sono francamente rotto di chi mi dice “ah, ma io pensavo che fossero solo le donne” quando scoprono che sono un sacerdote Wicca.

A chi mi domanda cosa possa azzeccarci un uomo con la stregoneria, ormai non faccio nemmeno più notare che, nell’epoca dei processi per stregoneria, bruciarono almeno tanti uomini -se non di più- quanto donne… che sai, non voglio sconvolgere alcuni fragili certezze acquisite. Peraltro, cosa c’entri la stregoneria attuale e neo-pagana con la stregoneria dell’epoca, non è cosa così acclarata e priva di dubbi, ma non è qui il caso di aprire parantesi storico-accademiche ancora in discussione fra gli stessi addetti ai lavori. Non spiego nemmeno che nella Wicca, non a caso è previsto anche un sacerdote: di fronte a domande del genere, ti cade la mascella e non sai da dove iniziare.

La stregoneria è -per lo più- una pratica: non ha un sesso, un genere o preferenze sessuali elettive (la prossima persona che si stupisce pubblicamente in mia presenza ch’io sia un sacerdote Wicca, per di più eterosessuale, giuro che sarà fulminata -lo stupore è comprensibile ma anche basta, grazie, smack-).

Attenzione, che dalla lotta al patriarcato al divenire sessiste utero-centriche è un attimo! Ai maschietti che percorrono questa via, suggerirei di essere un filino più incazzati nel rispondere a questo genere di commenti.

Sì, mi occupo di stregoneria e sono un mago e stregone (potremmo discutere ore sulla scelta della parola ma, oggi come oggi, penso che questa sia la migliore). Ti va bene? bene! Non ti va bene? No? Non solo non ti dirò che non me ne frega nulla di come la pensi (un poco è vero), ma risponderò che hai francamente scocciato e che se hai dei problemi con il maschile esistono ottimi professionist* in grado di dare sostegno terapeutico. Non si può sempre lasciare passare! Fatto il dovuto distinguo per gravità di situazione, sarebbe come se una donna dovesse tollerare che le tocchino il fondo schiena o che le fischiettino mentre cammina per strada, perché tanto…. tanto è così. Tanto è così un corno!


4. E termino

Non ho mai conosciuto Streghe e Stregoni che non si mettano in discussione

Sarà Marte in Ariete (e io sono Ariete), sarà che ogni giorno vedo passare sui vari canali/hashtag di Instagram che seguo sull’argomento castronerie passate per grandi insegnamenti, sarà…

Ma Streghe e Stregoni siete voi, con i moccoli di cera smezzati, messi in porta candele Ikea, che si arrovellano cercando di capire differenze fra autori su un medesimo argomento, che fanno cose senza pensare alla foto: perché sapete che non sarà possibile mettere su un social quello che sta dietro al vostro lavoro. Siete voi che leggete di tutto, che -se pensano sia utile- dicono quanto sanno senza per forza voler salire in cattedra dopo qualche mese di pratica e tre libri tre.

Siete voi che mettete in discussione tutto, perfino voi stessi. Che ogni tanto temete di non essere adeguate/i, che forse non è per voi, che forse non siete abbastanza brave/i…. che magari è solo tutta illusione. Siete voi, davvero, le Streghe e gli Stregoni.

Non conosco Streghe e Stregoni che lo siano (DAVVERO) per titolo di nascita. Conosco invece persone che, per essere tali, hanno fatto un cammino e ci si confrontano ogni giorno, anche dopo anni, senza pensare di avere la risposta definitiva in tasca. E si domandano se lo siano.

E si domandano quante loro idee possano essere discusse, ridefinite e migliorate.

Siete voi.

Siamo noi.

(Sì, deve essere Marte in Ariete)