L’Oscura notte dell’Anima

C’è un momento molto particolare che, generalmente, si innesca dopo una iniziazione specie se di primo grado.

E’ un momento che in realtà può durare mesi e che ci porta a riconsiderare la nostra esistenza ed a riflettere su cosa stiamo facendo, come lo facciamo e chi siamo; Giovanni della Croce (Fontiveros, 24 giugno 1542 – Úbeda, 14 dicembre 1591) lo chiamava “l’oscura notte dell’anima” e trovo che mai parole furono più adeguate al riguardo che quelle di Roberto Assagioli (padre della psicosintesi):

“Quando il processo di trasformazione psico-spirituale raggiunge il suo stadio finale e decisivo, esso produce talvolta un’intensa sofferenza e un’oscurità interiore che è stata chiamata dai mistici cristiani “notte oscura dell’anima”. I suoi caratteri la fanno assomigliare molto alla malattia chiamata psicosi depressiva o melanconia. Tali caratteri sono: uno stato emotivo di intensa depressione, che può giungere fino alla disperazione; un senso acuto della propria indegnità; una forte tendenza all’auto-critica e all’auto-condanna, che in alcuni casi, giunge fino alla convinzione di essere perduti o dannati; un senso penoso di impotenza mentale; l’indebolimento della volontà e dell’auto-dominio; un disgusto e una grande difficoltà ad agire.”

Ce ne parla anche C.G.Jung “Se cerchi una luce, cadrai anzitutto in un’oscurità ancor più profonda. Non c’è presa di coscienza senza sofferenza.”

Ed è esattamente quello che capita: Per qualche motivo si giunge a chiedere un’iniziazione e, se si permette al rito di svolgere il suo compito, ecco che il risultato già a partire dai giorni seguenti è un profondo senso di inadeguatezza, una malinconia senza pari, e l’impressione di essere caduti in un abisso senza fine… Spesso gli iniziandi pensano che terminato il rituale, sia terminato tutto… Si è iniziati e bon… possiamo continuare con i nostri studi, la nostra vita.

In realtà, come dice la parola stessa, non è che l’inizio  di un lungo processo di trasformazione.

Del resto questo “cambiamento” è già ampiamente simboleggiato nel rituale. Si “muore” e si “rinasce”. Si muore per rinascere a nuova vita, nuovi stati d’essere. Si muore come “profano” per diventare “iniziato in…”

L’iniziazione di primo grado assomiglia molto alla fase alchemica della Nigredo. La morte e discesa nell’Ombra (o come lo chiamavo quando ho inziato a sperimentare queste “notti”, “la Fossa Biologica”). Scendere nella nostra Ombra è un passaggio obbligato a cui non possiamo sfuggire. L’ansia e la disperazione diventano i padroni delle nostre emozioni, del nostro essere e a noi non resta che “Stare” ed attendere.

Attendere che la notte passi ma senza smettere di studiarci  e capire dove sono e quali sono i nostri limiti. Impareremo ad uscire dalla nostra zona comfort e, nell’attesa della nuova Alba, inizieranno a germogliare i semi di nuovi progetti e sogni.

L’oscura notte dell’Anima, un lungo, faticoso e doloroso processo di purificazione ma se si ha la capacità appunto di “Stare” ecco che il “premio” è quanto di più prezioso che la nostra Anima possa ricevere: Serenità e comprensione sul perché siamo qui, in questo splendido pianeta chiamato Terra.

Comprendere meglio se stessi, scoprire i talenti nascosti e, in fine, capire cosa di bello puoi donare al mondo…



Categorie:Everyday Life, Inizi, Pensieri in libertà

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