L’acqua, la Grande Madre e la Cabala

(traduzione e integrazioni di Luca Ariesignis Siliprandi dal testo originale di Sorita D’Este “Wicca, the Tree of Life and the Goddess“)

“È chiamata lo Spirito della vita e attraverso di lei tutti gli uomini comprendono la saggezza”. (Zohar, XIII secolo)

Il Divino Femminile occupa un ruolo centrale in una serie di tradizioni esoteriche e, mentre la presenza della Dea è ovviamente visibile in tradizioni come la Wicca, è spesso meno ovvio agli estranei che anche il Divino Femminile abbia un ruolo fondamentale nella Cabala. Per i cabalisti, la ‘Dea’ è la Shekinah, una parola ebraica che deriva dalla radice shakhan, ossia “abitare”. Questo “abitare” non è estraneo all’idea di certi rami della cabala secondo cui un frammento della Shekinah sia presente in ogni essere vivente, letteralmente la scintilla divina (della Dea) che dimora in tutti noi.

Incarnando il vecchio assioma magico di “Come sopra, così sotto”, l’immagine più conosciuta nella Cabala, il glifo dell’albero della vita, rappresenta sia l’universo che l’uomo, mentre (qui, stiamo semplificando, vi rimandiamo al riguardo alla distinzione fra i piani… es. Briah, Assiah etc.). e, per molti autori, la Shekinah è descritta come l’albero della vita stesso, come in Proverbi 3: 17-18, che dichiara:

“Le sue vie sono di piacevolezza, e le sue strade sono di pace. È un albero della vita per coloro che la afferrano; e felice è chiunque la trattiene. “

Sinistra destra

Sull’albero della vita, la Shekinah è strettamente legata alla sephira di Binah (“comprensione”) nella parte superiore del pilastro della severità femminile. Significativamente questo pilastro è anche noto come il pilastro nero ed è sulla sinistra. Ad equilibrare questo, è Chokmah, il pilastro maschile della misericordia o pilastro bianco. Nella Wicca questi pilastri sono rappresentati sull’altare dalle candele nera e bianca, della dea e del dio, che sono posizionate nello stesso modo, illustrando chiaramente l’influenza che la Cabala ha avuto sullo sviluppo della Wicca. Questo simbolismo dei pilastri è anche indicato nel Grande Rito di tradizione Gardneriana (usato come parte dell’elevazione al Terzo Grado nella Wicca iniziatica).

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In effetti, questo albero della vita può essere visto come un ‘traduttore’ che consente di capire impostazione, teologia e teleologia delle diverse tradizioni magiche, e questo è particolarmente vero per le tradizioni come la Wicca gardneriana e alessandrina che, come abbiamo visto, tanto devono all’Ordine della Golden Dawn e all’Ordo Templi Orientis. Tra le molte divisioni e strati dell’Albero della vita, troviamo altri indizi che forniscono una comprensione più profonda delle pratiche rituali Wicca, alcune spesso sottovalutate per la loro apparente semplicità.

Acqua & Sale

Osservando l’atto di benedire il sale e l’acqua per consacrare il cerchio magico nella tradizione Wiccan, vediamo che è pieno di significato cabalistico. L’acqua e il sale sono benedetti, corrispondenti alle sfere inferiori di Malkuth (il sale) e Yesod (l’acqua). Yesod è la sfera della Luna, che rappresenta i regni astrale e sottile, quindi unendo il sale e l’acqua si uniscono simbolicamente i regni astrale e fisico.

L’acqua salata che ne risulta è anche simbolica della sfera di Binah, la Grande Madre, che corrisponde al mare. Quindi, da una prospettiva simbolica la benedizione del sale, dell’acqua e della lustrazione rappresenta la benedizione del cerchio con l’energia della dea madre (Binah) e il viaggio tra i mondi (unione di Luna e Terra, Yesod e Malkuth).

La madre di tutti

Il cerchio magico stesso è un altro simbolo condiviso sia dalla Wicca e sia dalla Qabalah. Uno dei miti della creazione cabalistica (dalla Germania del IX secolo d.C.) racconta come la Shekinah sia il cerchio di fuoco che circonda Dio e che attraverso la loro unione l’universo, le anime e gli angeli umani nascono. In effetti la Shekinah è vista in due forme nella Cabala, come Shekinah maggiore e come Shekinah minore: la Grande Shekinah è la grande Dea che si unisce a Dio per creare l’universo, considerata non manifesta e onnipresente, ed è anche conosciuta come la Madre Superiore, che può essere vista come la Grande Madre Dea della Wicca. Una descrizione della Shekinah tradotta da MacGregor Mathers in The Kabbalah Unveiled mostra la somiglianza nella percezione della dea con Wicca:

“Da lei ricevono il loro nutrimento e da lei ricevono la benedizione; ed è chiamata la Madre di tutti loro ”.

Il rapporto tra la Dea e il Dio, così centrale per Wicca, è anche visto ripetutamente sull’albero della vita. Oltre ai pilastri femminile e maschile, si vede anche nella coppia equilibrata di Sephiroth nella parte superiore dei pilastri, Chokmah (‘Saggezza’) e Binah (‘Comprensione’), e nel rapporto della sephira solare centrale di Tiphereth (‘bellezza’) e, sul fondo, la Sephira di Malkuth (‘IL Regno’).

Unione Divina

Malkuth ha molti titoli ed è anche equiparata alla Piccola Shekinah o shekinah minore, di cui parlavamo poc’anzi. Questo perché Malkuth, per dirla con parole povere e semplificando non poco, è la sfera degli elementi e corrisponde al mondo fisico in cui viviamo e alla natura. Per questo vediamo titoli per Malkuth come la Sposa, la Regina e la Madre di tutte le cose. Come sposa, si dice che Malkuth abbia a marito di Tiphereth, che simboleggia l’unione del Dio del sole e della Dea della terra, come si vede anche nella Wicca. Tiphereth come figlio di Chokmah e Binah corrisponde anche al Figlio della Promessa, che rinasce a Yule, al solstizio dìinverno.

Gli elementi e gli otto raggi della ruota

Questi Sephiroth di Chokmah, Binah, Tiphereth e Malkuth possono anche corrispondere al grande nome impronunciabile, il Tetragramma, generalmente pronunciato come Geova o Jahweh. Questo nome è composto da quattro lettere, IHVH, e queste lettere hanno molte attribuzioni. Tra queste attribuzioni ci sono Padre – Madre – Figlio – Figlia, Fuoco – Acqua – Aria – Terra, Passato – Futuro – Spazio – Presente. Uno sguardo veloce mostra immediatamente che concetti familiari della Wicca sono visti anche con queste attribuzioni, come Fuoco e Aria come elementi maschili e Acqua e Terra come quelli femminili. Allo stesso modo il rapporto tra madre e figlia è enfatizzato dal fatto che entrambi sono attribuiti alla stessa lettera, Heh, che si ripete nel tretragramma.

Ritornando a Tiphereth, la Sephira solare, ha una posizione unica e interessante sull’albero della vita, al centro del glifo. È collegata da percorsi a tutti gli altri Sephiroth a parte Malkuth. Ciò significa che ci sono otto Sephiroth intorno al sole, che rispecchiano il simbolismo della Ruota dell’Anno, dove il sole passa attraverso l’anno e gli otto Sabbat.

Questo vuole essere solo un breve accenno all’argomento del rapporto fra la Wicca e l’Albero della Vita, ma spero che susciti in voi almeno una domanda: anche d’innanzi al rito più semplice, siete sicure di averne compreso la profondità?